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La Parola e la vita - Napoli

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la Bibbia
Vangelo festivo

Predicazione del 09/03/25

1ª Domenica Tempo di Quaresima /C
 
 

Letture: Deuteronomio 26, 4-10; Salmo 90; Romani 10, 8-13; Luca 4, 1-13.

 

Dal Vangelo di Luca capitolo 4, versetti 1-13

1Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, 2per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. 3Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi pane». 4Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo».

5Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra 6e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. 7Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». 8Gesù gli rispose: «Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».

9Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; 10sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano; 11e anche: Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». 12Gesù gli rispose: «È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».

13Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.


LA FORZA CHE VIENE DALLA PAROLA DI DIO

La grande famiglia del popolo di Dio


Dopo aver esaurito ogni tentazione,
il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

Le parole dell’antico libro del Deuteronomio – mio padre era un arameo errante, io vivevo in Egitto come un forestiero, il Signore ci fece uscire dall’Egitto e ci condusse in questo luogo, ci diede questa terra … - queste parole ci fanno riflettere sul dono che è stato fatto alla nostra vita, con tanti fratelli e sorelle, di diverse condizioni, anche di differenti religioni, alle diverse latitudini: vivere dentro la sua famiglia, una famiglia che è aperta ed accoglie tutti. Noi siamo stati liberati da una vita ristretta in piccoli orizzonti e siamo invitati a vivere con gioia il dono di questa grande famiglia.

Tanti intorno a noi vivono senza una visione del mondo, della vita, senza una visione verso cui andare; e si chiudono in se stessi, seguendo il proprio io, il proprio guadagno, il proprio interesse. Il dono di questa grande famiglia è un dono immeritato e non guadagnato: poter vivere insieme, con l’amore che è stato comunicato ad ognuno di noi, condividendo le esperienze di gioia e di dolore di questo popolo grande che vive alle diverse latitudini, in condizioni tante volte molto diverse e molto più dure di quelle che viviamo nel nostro paese.

L’esperienza della tentazione

Il vangelo della prima domenica di quaresima è sempre quello delle tentazioni di Gesù nel deserto, che ha voluto identificarsi con tutti noi. La Bibbia ricorda i quaranta giorni di Mosè sulla montagna senza cibo, i quaranta giorni della fuga di Elia verso la montagna di Dio, i quarant’anni di lotte di Israele nel deserto. E nel Nuovo Testamento leggiamo che continuano le prove di Israele nel deserto non solo nella vita di Gesù, ma anche nella vita della Chiesa.

L’esperienza della tentazione si svolge fra Gesù, pieno di Spirito Santo dal quale si lascia condurre, e il diavolo come forza che nel mondo si oppone alla volontà di Dio e cerca spazio nella nostra interiorità per influenzarci con le sue tendenze. Nel mondo - e anche in noi e fra di noi - c’è una forte opposizione all’amore, all’integrità, alla pace. Il nostro camminare nella via di Dio non ci esonera dalle prove e dal conflitto. Proprio quelli maggiormente impegnati nella via di Dio sperimentano più intensamente l’opposizione del diavolo. Ma lo Spirito di Dio è sempre presente in questo mondo e guida quelli che docilmente lo assecondano.

La Parola di Dio è la forza per rispondere alle tentazioni

La pagina delle tentazioni viene presentata come una conversazione intorno a tre proposte, una sociale, una politica e una religiosa. Teniamo presente che una vera tentazione ci invita a fare qualcosa di cui si potrebbe dire un gran bene. Cambiare le pietre in pane? Gli affamati lo sperano. Avere il controllo politico per ottenere dei beni da dare al popolo? Gli oppressi lo sperano. Prendere il volo dal Tempio dispiegando la potenza soprannaturale? Quelli che richiedono prove del potere divino lo sperano. Ricordiamo che nel giardino dell’Eden il tentatore non chiese “vuoi essere come il diavolo?”, ma “vuoi essere come Dio?”.

La tentazione non è un sintomo di debolezza, ma di forza; più siamo forti e più forte è la tentazione. Pensiamo quanto deve essere stata intensa la battaglia di Gesù! Ma Gesù è pieno di Spirito Santo, è armato della Scrittura con cui risponde al tentatore. E l’apostolo Paolo ci ricorda: «vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore, cioè la parola della fede che noi predichiamo» (Rm 10,8). L’ascolto della Parola di Dio ci genera alla fede e sostiene la nostra fede. Da lì viene la forza per vincere il male. Se viene messa da parte, neanche i miracoli potranno aiutare. La risposta di Dio ai bisogni umani la vediamo nell’agire di Gesù: fermarsi accanto ai malati, ai poveri, ai bisognosi, ascoltarli e farsene carico.

Operiamo perché cresca sempre più il “noi” della famiglia di Dio

L’esperienza di vita dentro il popolo di Dio ci fa constatare che la Parola di Dio è feconda, può cambiare questo mondo, può cambiare la nostra vita: sperimentare la gioia del vivere insieme, dell’aiutarsi gli uni gli altri, vedere tornare il sorriso sul volto di tanti sofferenti. Quelli che mettono il proprio io al centro si allontanano dagli altri, generano competizione, conflittualità, lotte che possono portare alle guerre. Il «noi» comincia con l’ascolto degli altri, col dialogo fra persone diverse; apre all’amicizia, al camminare insieme, all’aiuto degli uni con gli altri, porta alla pace. Accogliamo l’esortazione di Paolo che ci dice: «Diamoci dunque alle opere della pace e alla edificazione vicendevole» (Rm 14, 19).

Intenzioni di preghiera

1) Perché nel cammino della Quaresima siano assidui nella lettura del Vangelo, nella preghiera umile e fiduciosa e generosi nel servizio, per cercare un nuovo incontro con il Signore e con i fratelli e resistere al male.

2) Per tutta la nostra Comunità perché viva unita il dono della Quaresima e sia più forte nella speranza e più salda nell’amore. Che il Signore la protegga da ogni male.

3) Perché questo tempo, con l’aiuto della grazia di Dio, sia per ogni cristiano e per tutta la Chiesa, un tempo di conversione, di rinnovamento, di perdono. Per Papa Francesco: per la sua guarigione, perché presto torni ad ammaestrarci e a guidarci. Per il nostro vescovo Domenico.

4) Per le terre ridotte ad un deserto dalla guerra, perché presto vedano rifiorire la pace. Per l’Ucraina, per Gaza, per Israele, per il Sudan, per il Kivu, per il Mozambico. Per coloro che sono sequestrati, per la loro liberazione e per la protezione della loro vita.

5) Per i bambini, gli adolescenti, i giovani, perché in questo tempo difficile non si sentano scoraggiati. Perché viviamo l’impegno di sostenerli e accompagnarli all’incontro con il Signore.