parrocchia
san Gennaro all'Olmo Napoli

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la Bibbia
Vangelo festivo

Predicazione del 06/11/22

Domenica 32ª Tempo Ordinario /C
 
 

Letture: 2 Maccabei 7,1-2.9-14; Salmo 16; 2Tessalonicesi 2,16 – 3,5; Luca 20, 27-38.

 

Dal Vangelo di Luca, capitolo 20 - versetti da 27 a 38

27Si avvicinarono a Gesù alcuni sadducei - i quali dicono che non c'è risurrezione - e gli posero questa domanda: 28«Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello.

29C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. 30Allora la prese il secondo 31e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. 32Da ultimo morì anche la donna. 33La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie».

34Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; 35ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: 36infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio.

37Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. 38Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».


VIVIAMO COME FIGLI DELLA RESURREZIONE

Gesù disse: «Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe.
Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui»

La vita nuova manifestaci da Gesù

Tanta gente si avvicina a Gesù, persone le più diverse: poveri, malati, stranieri, e anche dottori della Legge, scribi e farisei. Oggi il vangelo di parla di alcuni sadducei – il vangelo nota: i quali dicono che non c’è resurrezione – che pongono a Gesù la loro domanda proprio sulla resurrezione. C’era un contrasto fra loro e i farisei per la diversa posizione nei confronti della Torah, per loro unica fonte e norma di tutta la vita.

Gesù come fa con tutti, ascolta e risponde libero da classificazioni e divisioni. La domanda diventa l’occasione per far conoscere la vita di Dio, il suo modo di essere. Egli è venuto per farcela conoscere in modo diretto non solo con le sue parole, i suoi gesti, ma con tutto il suo modo di vivere.

Siamo figli della resurrezione

In realtà Gesù è venuto a mostrarci che già da questa terra noi possiamo entrare nella vita di Dio, scoprire e vivere la comunione con lui, stare con lui già su questa terra. È l’esperienza dell’apostolo Paolo che scrive alla comunità di Filippi: «Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno» (1,21). Egli ha comunicato con tutte le forze la vita che ha conosciuto a partire dall’incontro sulla via di Damasco che ha fatto di lui un discepolo innamorato di Gesù.

Per Gesù coloro che vengono salvati sono uguali agli angeli, sono figli di Dio perché sono figli della resurrezione. La sua resurrezione fa di noi i figli della resurrezione, perché camminando dietro Gesù conosciamo la vita dei risorti. Già da ora chi affida la sua vita a Dio è “figlio della resurrezione”, vive sulla terra alla maniera del cielo, sperimenta la vita secondo lo Spirito e non secondo la carne. Il cielo inizia già tra noi quando viviamo nell’amore che il Signore ha riversato nei nostri cuori.

Essere conviviali nella diversità

Si può essere fratelli, conviviali nella diversità, nel pluralismo delle idee, di usi e tradizioni. Con Gesù costruire un altro mondo è possibile, si possono sanare le divisioni, si possono fermare le guerre, si possono accogliere i deboli e i dimenticati. Siamo chiamati a vivere come “angeli”, a prenderci cura dei nostri fratelli, a costruire un mondo “altro” dinanzi a tante domande, a tante invocazioni di aiuto.

E lungo il cammino incontriamo tanti uomini e donne di buona volontà che sono contenti di scoprire che un altro mondo è possibile, c’è una via che sconfigge l’individualismo che rende impotenti di fronte al male. È la via del Vangelo, quella di Gesù che guarda con attenzione, si ferma, ascolta, si prende cura e chiama altri a camminare con lui.

Coltivare i nuovi legami che nascono dall’amore gratuito del Signore

Questo è il mondo dei risorti, il mondo del futuro di Dio che viene, dove si scoprono nuovi legami che nascono dall’amore gratuito del Signore, che ci comunica la sua passione, la sua benevolenza, la sua misericordia. I volti dei poveri, dei profughi che scappano dalla guerra, delle persone sole ci aiutano ad aprirci e radicarci nell’amore del Signore.

Il recente incontro a Roma con rappresentanti delle diverse confessioni e tradizioni religiose, il pellegrinaggio di papa Francesco in Bahrein, le iniziative per accogliere i migranti ci aiutano a coltivare il dialogo con tutti, a facilitare l’incontro con chi è diverso, ad accompagnare quelli che giungono nel nostro paese, bisognosi di tutto, soprattutto di amicizia e di cura. E preghiamo per la pace senza stancarci, con la stessa insistenza della vedova del Vangelo che chiedeva giustizia.

Intenzioni di preghiera

1) Perché il Signore, Dio dei viventi e non dei morti, ci doni energie di bene e la nostra vita brilli della luce della Resurrezione. Che le nostre parole, nutrite dal Vangelo, possano accendere la speranza di un futuro nuovo in tanti cuori provati.

2) Perché sappiamo vivere questo tempo, carico di inquietudini, vigilanti ma non intimoriti, amici dei poveri, instancabili cercatori di pace, sempre fiduciosi nel promessa di vita che non delude.

3) Per Papa Francesco, pellegrino in Bahrein nel segno del dialogo. Perché il suo viaggio sia un’occasione per sostenere, in nome di Dio, la causa della fraternità e della pace. Per il nostro vescovo Domenico.

4) Perché si fermi ogni guerra, portatrice di morte e distruzione. Per l’immediato cessate il fuoco e la fine delle ostilità in Ucraina. Perché cessi ogni violenza nel Nord del Mozambico, in Siria, un Yemen come in ogni paese in conflitto. Perché la domanda di pace, che si alza in tanti luoghi della terra, venga accolta al più presto.

5) Per chi è carcerato, per chi è prigioniero, per chi è ridotto in schiavitù, per chi è condannato a morte: perché tutti trovino liberazione e salvezza.