parrocchia
san Gennaro all'Olmo - Napoli

2
la Bibbia
Vangelo festivo

Predicazione del 05/06/22

Festa della Pentecoste /C
 
 

Letture: Atti 2, 1-11; Salmo 103; Romani 8, 8-17; Giovanni 14, 15-16.23-26.

 

dagli Atti degli Apostoli, capitolo 2, versetti 1-11

1 Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. 3Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, 4e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

5Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. 6A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. 7Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? 8E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa?

9Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, 10della Frìgia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, 11Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».


L’ESPERIENZA DELLO SPIRITO CHE TRASFORMA LA NOSTRA VITA


Tutti furono colmati di Spirito Santo
e cominciarono a parlare in altre lingue.

La forza dello Spirito Santo

A cinquanta giorni dalla Pasqua anche noi siamo in attesa, come quei primi discepoli a Gerusalemme, che il Signore doni a ciascuno lo Spirito Santo. Quei primi discepoli erano Galilei, persone periferiche che secondo le categorie del mondo non avrebbero potuto fare granché. Ma Dio sceglie ciò che è nulla per confondere i sapienti e ciò che nel mondo è debole per confondere i forti (cfr. 1Cor1,27-28).

Il nostro Dio è un Dio degli umili, agli umili egli dà la sua grazia. E oggi noi in preghiera attendiamo che il Signore ci faccia vivere la Pentecoste, un evento che non solo ricordiamo ma che vogliamo vivere insieme, riuniti nella casa del Signore. In un tempo duro – per l’Ucraina, per tutte le terre dove c’è la guerra, ma anche per tanti che soffrono nella loro solitudine – il Signore continua ad effondere la forza del suo Spirito perché i suoi discepoli portino pace, gioia, fraternità.

Tanti oggi sono in attesa di parole vere

A Gerusalemme, quel giorno della prima Pentecoste c’erano uomini e donne provenienti da vari luoghi, da varie nazioni, da varie culture, persone in attesa di una qualche manifestazione di Dio. Non sapevano bene come e quando, erano persone in attesa come Simeone ed Anna di cui ci parla il vangelo di Luca. Quanti oggi sono in attesa di conforto, di consolazione, di vicinanza, di accompagnamento. Aspettano l’alba di un giorno nuovo, una presenza amica che li risollevi. Non sono solo i deboli, i soli, ma tanti che cercano parole vere per la loro vita, una guida, una direzione buona da seguire.

Noi siamo salvati dal Signore: dalla dispersione, dall’autosufficienza, dall’andare ognuno per conto proprio. Quando il Signore effonde lo Spirito sui primi discepoli, «si trovavano tutti insieme nello stesso luogo». Nel lasciarci raccogliere dal Signore, nel farci vicini gli uni agli altri, scopriamo la bellezza del vivere insieme. In un tempo in cui sembrano aumentare le distanze, con la tentazione di rinchiudersi in se stessi, il Signore ci fa dono del suo Spirito Santo.

Che cosa è lo Spirito Santo

Che cosa è questo Spirito Santo che gli Atti cercano di descrivere ricorrendo a delle immagini? «Un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso», un gran rumore che ricorda lo scroscio di un temporale; e poi «lingue come di fuoco, che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro», un mare di fuoco dall’alto che in forma di lingua viene a toccare ciascuno di quegli uomini e donne riuniti in preghiera. Immagini imperfette per parlare della vita di Dio che irrompe, della santità di Dio, di una forza che insegna ad amare.

L’avevano vista in Gesù nel suo incontro con i poveri, con i malati, con i disprezzati, con gli esclusi; l’avevano vista sul monte quando Gesù divenne luminoso come il sole, l’avevano vista quando Gesù risorto, ai discepoli chiusi nel cenacolo, che l’avevano abbandonato nelle ore della passione, egli venendo in mezzo a lor dice: «pace a voi!» Lo Spirito è forza di amore che il Signore comunica ai suoi discepoli di ogni tempo. Lo Spirito riscalda i cuori freddi, ridà vita a coloro che sono rassegnati, avvicina coloro che sono separati, lontani.

Aprirsi alla vita larga che viene dallo Spirito

I primi discepoli di Gesù erano ebrei, radicati nelle loro abitudini religiose. E lo Spirito li ha aperti a un mondo largo che essi non conoscevano. Pensiamo alle difficoltà dei primi cristiani quando comunicano il Vangelo ai pagani, alla resistenza dello stesso Pietro quando viene invitato ad andare nella casa del pagano Cornelio e allo stupore dinanzi alla manifestazione dello Spirito Santo che «discese sopra tutti coloro che ascoltavano la parola» (At 10, 44). Lo Spirito ci spinge ad andare incontro a tutti.

Comunichiamo il Vangelo largamente, facciamoci umili ascoltatori delle domande, delle difficoltà, dei dolori di tanti che desiderano parlare, comunicare con qualcuno. Questa forza dello Spirito ci rende attenti, ci dona di parlare con parole di affetto, con parole che tutti possono comprendere, con lo sguardo e con i gesti che Gesù ci fa compiere.

Gesù è la manifestazione della vita secondo lo Spirito

Pensiamo a come Gesù ha guardato i malati, al suo desiderio di andare a casa di Levi, di Zaccheo e alla sua gioia dinanzi alle parole con cui esprimevano il desiderio di cambiare vita; pensiamo a come guarda la donna peccatrice mentre lo sguardo di Simone il fariseo è severo e disapprovante; pensiamo ai gesti di prendere per mano, di toccare le parti malate dei ciechi, dei lebbrosi. In Gesù vediamo la manifestazione piena della vita che viene dallo Spirito. Il Signore ci comunica, ci dona lo Spirito del Padre suo perché possiamo andare, incontrare, guardare, parlare, toccare con gli stessi sentimenti suoi.

«Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre» (Gv 14,16) – aveva detto ai discepoli. E Gesù mantiene la parola, ci dona il suo Spirito perché possiamo continuare a seminare il Vangelo che tanti ancora non conoscono. Come il Signore ha cambiato e cambia il nostro cuore e cambia la nostra vita, così anche noi possiamo aiutare tanti a cambiare la loro vita, a uscire dal pessimismo, dalla rassegnazione e aprirsi alla gioia che viene dal vivere col Signore, con i fratelli, con i poveri.

Intenzioni di preghiera

1) Perché si rinnovi oggi il prodigio della Pentecoste: e ciascuno di noi riceva forza dal Consolatore, per spendere la sua vita con gioia nella missione che ci è affidata.

2) Perché lo Spirito Santo custodisca l’unità di questa famiglia: moltiplichi la profezia, rafforzi la preghiera e ci guidi negli angoli più dimenticati della terra per comunicare il Vangelo.

3) Per Papa Francesco, per il nostro vescovo Domenico e per la Chiesa, abitata per sempre dallo Spirito, perché sia seme fecondo di un’umanità rinnovata dall’amore.

4) Perché lo Spirito della Pentecoste, liberi il mondo da ogni male, guarisca i malati da ogni infermità, consoli i poveri, gli anziani, i profughi. Apra ogni cuore alla speranza.

5) Perché lo Spirito rinnovi la faccia della terra e la liberi dalla guerra, madre di ogni povertà. Per l’Ucraina e per tutti i paesi in conflitto.