parrocchia
san Gennaro all'Olmo - Napoli

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la Bibbia
Vangelo festivo

Predicazione del 15/05/22

5ª domenica del tempo di Pasqua /C
 
 

Letture: Atti 14,21-27; Salmo 144; Apocalisse 21,1-5; Giovanni 13, 31-35.

 

dal Vangelo di Giovanni capitolo 13, versetti 31-350

31Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. 32Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.

33Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. 34Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri.

Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. 35Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».


TANTI SEGNI DI VITA PER UN MONDO PIÙ UMANO

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Gesù disse: «Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

La piccola e fragile comunità dei primi discepoli

In queste settimane del tempo di Pasqua la Chiesa ci fa riflettere su quanto abbiamo vissuto e siamo chiamati a vivere con sempre maggiore consapevolezza in questo tempo. Il Vangelo di oggi ci riporta a quell’ultima sera del giovedì santo trascorsa da Gesù con i suoi discepoli: la lavanda dei piedi, il pane e vino consacrati e distribuito a loro, l’annuncio del tradimento di Giuda. Una realtà piccola, fragile, ma che diventerà il lievito per un mondo nuovo.

Quando Giuda esce dal cenacolo e va via Gesù dice loro parole che essi fanno fatica a comprendere: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui». Che vuol dire? Gesù sta per separarsi dai discepoli ma è certo della sua vittoria sul male e con tenerezza li prepara a vivere la nuova situazione che li attende: «Figlioli, ancora per poco sono con voi». La parola usata da Gesù, nel testo greco è «Figlioletti, figliolini». Così risolleva gli animi abbattuti dei discepoli, facendo sì che essi possano gioire.

Il segno distintivo dei discepoli di Gesù

Con l’uscita di Giuda è stata decisa la consegna «del Figlio dell’uomo nelle mani dei peccatori per la crocifissione». Ma – come commenta Giovanni Crisostomo – «Gesù riesce a vincere la morte con la morte: quando sarò innalzato capirete chi sono io». Gesù è Dio ed è sempre vivo. Fin dal momento della croce sarà glorificato. Tanti segni accompagnano la sua morte prima ancora della resurrezione, fin dal momento in cui è ancora in croce: il velo del tempio si squarciò, molti corpi di santi nei sepolcri vennero risuscitati.

Ma voi – dice Gesù – non dovete sciogliervi, il vostro segno distintivo, visibile a tutti, è il vostro amore reciproco, l’amore fraterno: «come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri». In queste settimane di guerra in Ucraina quanto è stato ed è importante il comportamento, il coraggio, la forza, la disponibilità dei nostri fratelli e sorelle di quel paese, che si stanno adoperando per sostenere, aiutare, lenire le sofferenze. E anche l’accoglienza di tanti nelle nostre città, anche nella nostra città, sono un segno di questa unità, di questa fraternità declinata in gesti di amore, di partecipazione, di vicinanza.

Tanta forza di amore manifestata nelle ore buie

E tutto questo è un segno che Gesù è vivo, che parla al cuore di tante donne e di tanti uomini. Ai giudei che non capivano quando egli parlava del Padre Gesù aveva detto: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato» (Gv 8,27). Nelle ore della croce che si è abbattuta su tanti a causa della guerra – pensiamo ai malati che sono rimasti senza cura, ai bambini spaventati, agli anziani che fanno fatica a camminare – tanti segni di vita, tanta forza di amore si è manifestata e si manifesta.

Sono gesti di amore fatti non per gratitudine di qualche beneficio ricevuto, ma gesti che affondano in quel legame intimo, spirituale col Signore che ci dona di vivere i suoi sentimenti verso coloro che sono nell’angoscia, nello smarrimento. In questi momenti tragici, specialmente per quelli che hanno perso tutto e alcuni hanno perso familiari, si sono moltiplicati i gesti di amore, di fraternità: siamo figli e fratelli, avendo un unico Dio per Padre.

Un tempo opportuno per annunciare il vangelo

Così si arriva ad avere un cuore solo ed un’anima sola. Il maggiore scandalo è quando c’è assenza di carità fra noi, che siamo fratelli e sorelle. «Guarda come si amano» - dicevano i pagani, secondo quanto riportato da Tertulliano (II secolo). Questo tempo che ci è dato di vivere è un tempo prezioso per annunciare il Vangelo, per aiutare tanti a scoprire l’energia di amore con cui trasformare la propria vita e quella di questo mondo.

La pagina degli Atti proclamata oggi ci parla di Paolo che, dopo essere stato lapidato nella città di Listra ad opera di alcuni giudei e abbandonato credendolo morto, appena si riprende, con più forza e decisione di prima riprende ad annunciare il Vangelo e incoraggia la comunità di quei primi discepoli a restare saldi nella fede dicendo: dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni (At 14,22).

Le tribolazioni diventano un tempo in cui manifestare l’amore che è stato riversato nei nostri cuori, l’unità e la fraternità che il Signore ci chiama a vivere come segni di un mondo e di una cultura che avvicina, che unisce, che porta a costruire percorsi di pace.

Intenzioni di preghiera

1) Perché ogni volta che riceviamo la Parola di Dio e ci raduniamo attorno alla sua mensa, l’amore di Gesù ci trasfiguri e ci renda un popolo capace di far nuove tutte le cose.

2) Perché consoliamo chi è nel dolore, chi ha perso la speranza, chi è povero e accogliamo con amore chi è rifiutato, aprendo corridoi umanitari negli inferni della guerra.

3) Per la Chiesa di Dio, perché sia nel mondo testimonianza della bellezza della vita spesa a servizio del Vangelo e per la salvezza degli uomini. Per Papa Francesco e per il nostro vescovo Domenico.

4) Perché giungano tempi di pace in Ucraina e cessi ogni inutile spargimento di sangue lì come in tanti luoghi dove si combatte.

5) Per la fraternità di questa famiglia: perché viviamo lo stesso amore che Gesù ha avuto per noi, ossia un amore senza limiti e che giunge a dare la propria vita per gli altri.