parrocchia
san Gennaro all'Olmo - Napoli

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la Bibbia
Vangelo festivo

Predicazione del 03/04/22

5ª domenica del tempo di Quaresima /C
 
 

Letture: Isaia 43,16-21; Salmo 125; Filippesi 3,8-14; Giovanni 8,1-11.

Per i musulmani inizia il mese di Ramadan.

dal Vangelo di Giovanni capitolo 8, versetti 1-11

1 Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. 2Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. 3Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e 4gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. 5Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?».

6Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. 7Tuttavia, poiché insistevano nell'interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». 8E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra.

9Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. 10Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». 11Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più».


IL SIGNORE ENTRA NELLA VITA DI CIASCUNO
PER TRASFORMARLA DAL PROFONDO


«Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei»
Quelli se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani .

L’umanità di Gesù dinanzi alla donna adultera

Ci avviciniamo alla settimana di passione, morte e resurrezione del Signore, mentre da settimane una guerra fratricida e folle semina violenza e morte nel cuore dell’Europa. E l’episodio che ci presenta la liturgia di oggi ci mostra l’umanità di Gesù che emerge dai tanti incontri raccontati dai Vangeli: incontra i peccatori, si ferma a parlare con loro, a mangiare alla loro tavola, a capire i loro errori, le loro debolezze e la loro sofferenza.

Di fronte a un mondo in cui c’è troppo disprezzo, maldicenza, carenza di perdono, l’incontro di Gesù con questa donna trascinata dinanzi a Lui da uomini dal cuore duro, da giudizi che non permettono una convivenza umana, che si sentono in diritto di giudicare, ci fa riflettere. I tanti giudizi che anche noi pronunciamo non portano pace, non aiutano a vivere in pace. In Gesù troviamo una simpatia per le persone protagoniste di tante storie dolorose.

Avere parole di comprensione, di perdono

Anche l’indifferenza è simile a una condanna che crea nuove divisioni, crea incomprensioni che avviliscono la vita fraterna. Anche il disinteresse per le persone che ci circondano, per quelle più povere, finisce per pesare come un giudizio, come una piccola violenza. Il Signore non risponde a coloro che accusano quella adultera, non si mischia all’ambiguità di quegli uomini e ai loro giudizi fatti con due pesi e due misure, una per sé e una per gli altri.

Egli vede quegli scribi e farisei, vede chi non ha parole di comprensione, di perdono, chi nella presunzione non si riconosce peccatore. Egli non parla con loro. Ha interesse per quella donna, sola, accusata da tutti, vinta nella sua debolezza. Gesù guarda a terra, fa dei segni sulla terra come per ricordare a quelle persone – e anche a noi – il loro peccato, richiamandoli a considerare le loro colpe. Nessuno di loro poteva dirsi giusto per accusare e condannare quella donna.

L‘adulterio del popolo di Dio

Infatti c’è un altro adulterio, quello del popolo di Dio quando non si affida al Signore, quando non accoglie il suo amore ma preferisce gli idoli muti della propria arroganza, dell’autosufficienza. Anche la comunità dei discepoli può diventare adultera se si allontana dalla parola di Dio e non vive nella carità del Signore. È lui colui che dona la vita, che ci apre all’amore per i poveri e i peccatori.

Il Signore ha compassione per quella povera donna disprezzata, comprende l’angoscia del suo cuore ed ha misericordia di lei, le concede il suo perdono permettendole di cambiare vita. Il perdono del Signore è la riconciliazione con lui, è la possibilità di stare alla sua presenza, di diventare suoi discepoli, di godere della sua misericordia. È la via nuova di cui parla il profeta Isaia, una strada nel mare agitato di questo mondo, fatta di amore per la vita e per ogni uomo e ogni donna.

L’umanità di Gesù spinge alla riconciliazione e alla pace

In un mondo in cui tanti sono violenti e la violenza è stata riabilitata culturalmente, il Signore ci chiama a custodire la vita, ogni vita, da quella dei bambini a quella degli anziani, a quella di ogni uomo e ogni donna, riconoscendoli come nostri fratelli e nostre sorelle. Questa è la via nuova che il Signore ci chiama ad aprire, una via umana e santa. «Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche» - ci esorta il Signore per bocca del profeta. C’è una responsabilità larga nel costruire questa strada umana da percorrere, è tempo di stringere una grande alleanza con tutti, con tutte le persone di buona volontà, con quanti non vogliono cedere al male.

Il Signore ebbe compassione di quella donna. L’umanità di Gesù contesta una cultura di violenza e spinge a scegliere per la riconciliazione e la pace, ad essere servitori del suo Vangelo perché coloro che vivono nelle tenebre del peccato possano conoscere il suo annuncio di liberazione. Il Signore ci insegni a non giudicare secondo la durezza del nostro cuore, ci guidi con la sua Parola e ci corregga con il suo amore. E preghiamo perché tanti possano incontrarlo e conoscere la sua misericordia.

Intenzioni di preghiera

1. Perché scopriamo la grazia di stare davanti a Gesù, misericordioso, che ci libera dal peccato e ci invita ad andare e a non peccare più.

2. Per Papa Francesco, per il nostro vescovo Domenico e per la Chiesa, perché sappia pronunciare parole di misericordia e di speranza e sia testimonianza nel mondo dell’amore che salva e riconcilia.

3. Perché si fermi la guerra in Ucraina, cessino combattimenti e distruzioni, siano soccorse tutte le vittime e si compiano scelte di dialogo e di pace.

4. Perché ogni giorno siamo artigiani di pace capaci di guardare con benevolenza i fratelli che incontriamo, soprattutto i più poveri.

5. Per chi regge le sorti delle nazioni e per i governanti: perché siano capaci di scelte sagge, lungimiranti nel segno della pacifica convivenza tra i popoli, per scongiurare l’estendersi del conflitto e rendere più umano il nostro mondo.