
La madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino»
l Gesù disse ai servitori: «Riempite d'acqua le anfore»
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Ritrovarci la domenica col carico
degli
eventi della settimana
Ci ritroviamo insieme avendo vissuto la nostra settimana, a volte presi molto dalle nostre occupazioni, impegni e anche preoccupazioni. E anche quello che avviene attorno a noi, nel mondo vicino e lontano fa parte della nostra vita. Ancora notizie di persone che muoiono nel tentativo di raggiungere le nostre terre perché nei loro paesi non c’è pace, non tutti riescono ad avere il necessario per vivere.
Dinanzi a queste tragedie alcuni hanno il cuore chiuso, ma non sono pochi quelli che sentono la responsabilità di non chiudersi di fronte alla tragedia che colpisce tante persone. La parola di Dio che riceviamo anche oggi ci orienta, ci indica la strada che ci fa essere umani e ci porta a non chiuderci in noi stessi.
Le nozze di Cana di indicano una strada concreta
Un episodio molto semplice, quello delle nozze di Cana, ci indica la strada giusta da seguire vivendo nel nostro mondo. È una festa di nozze, di due giovani sposi che sono circondati da tanti invitati chiamati a partecipare alla loro festa. Si fa festa, c’è gioia. Ma c’è una persona attenta che si accorge di qualcosa che non va. Lo comprende da qualche gesto da qualche volto preoccupato e capisce che è venuto a mancare il vino. Una cosa che poteva succedere perché la festa di nozze durava una settimana intera.
Maria guarda, comprende il disagio, si preoccupa che tutti siano felici, si preoccupa per quei due giovani, sente come sua la loro festa e non vuole che finisca male. E questo la spinge a rivolgersi al figlio Gesù, perché intervenga. E dice ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». È la via semplice dell’ascolto del Vangelo che viene indicata anche a noi, una via che tutti possiamo percorrere. Il cristiano è colui che obbedisce al vangelo, come fecero quei servitori.
Quello che conta è obbedire al Vangelo
Dall’obbedienza al vangelo iniziano i segni del Signore, i suoi miracoli in mezzo agli uomini. Ma il comando che i servi ricevono da Gesù può apparire strano: «Riempite di acqua le anfore». Un invito semplice che potrebbe spingere a non farlo. Che c’entra l’acqua col vino che è venuto a mancare? Ma quei servitori obbediscono.
Anche a noi può accadere di con comprendere il senso delle parole del vangelo, ci sembra che non rispondano ai nostri bisogni. Ma quello che conta è obbedire al Vangelo. Sarà il Signore a compiere la trasformazione. Anche quando Gesù dice di portare a tavola quanto hanno messo nelle anfore sembra un comando strano. Ma ancora una volta obbediscono e la festa è salva. E finisce meglio di come era iniziata.
I sei giorni della settimana e la festa della domenica
C’è una notazione temporale – il terzo giorno vi fu questa festa – che ci fa pensare a Gesù che risorge il terzo giorno dopo la morte in croce, una notazione che ci spinge a paragonare la festa alla domenica, giorno della Eucaristia. E le sei giare di pietra ci possono far pensare ai sei giorni della settimana. La Chiesa, come Maria, ci suggerisce di riempirli con la parola del Vangelo. E i giorni, illuminati dalla parola di Dio, saranno più dolci e più fruttuosi.
Cana può essere davvero la festa della domenica con il dono della parola e dell’Eucaristia, vino buono che possiamo conservare per tutta la settimana.
Intenzioni di preghiera
1) Signore, ti ringraziamo perché nella Liturgia ti manifesti come colui che cambia la solitudine in comunione, la tristezza in gioia; ti ringraziamo per il dono della Parola e dell’Eucarestia: vino buono che possiamo conservare per tutta la settimana.
2) Signore, aiuta noi, servi dell’ultima ora, ad accogliere l’esortazione di Maria che ci dice di fare qualsiasi cosa tu dica, indicandoci la via semplice dall’ascolto del tuo Vangelo.
3) Nella settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, ti preghiamo Signore, per i cristiani di ogni confessione: perché facciano ogni sforzo per manifestare al mondo il volto di Dio che è comunione e amore. Proteggi e sostieni sulla via dell’unità l’impegno di Papa Francesco e del nostro vescovo Crescenzio.
4) Dopo aver vissuto un Natale pieno di gioia, ti preghiamo, Signore, per tutti quelli che chiedono di rinascere con te, di crescere nella familiarità con i poveri, di rinnovarsi interiormente, di vivere il tuo amore.
5) Signore, noi ti preghiamo per la pace in ogni luogo dove non c’è pace. Fa’ che cessi ogni violenza e veglia sul mondo intero. Concedi a chi è ancora sequestrato e in pericolo di essere al più presto liberato.
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