«Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite:
"Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare"».
|
Il lamento dell’uomo di Dio di fronte al male
Il lamento del profeta Abacuc che quasi rimprovera il Signore per le violenze e le oppressioni che egli vede ci fa pensare alla situazione molto terribile che vive la Siria, da cinque anni prigioniera della guerra, che distrugge tutto e soprattutto vite umane.
Ci fa pensare ai barconi pieni di persone che dopo aver pagato grosse cifre nella speranza di fuggire dalla violenza e dalla miseria finiscono in fondo al mare o arrivano da noi con la speranza di accoglienza, che non sempre trovano.
Se abbiamo un po’ di compassione ci viene da dire col profeta: «Perché mi fai vedere l’iniquità e resti spettatore dell’oppressione? Ho davanti a me rapina e violenza e ci sono liti e si muovono contese».
Forse non possiamo dire con lui: «Fino a quando, Signore, implorerò aiuto e non ascolti, a te alzerò il grido: «Violenza!» e non salvi?» perché non preghiamo con la stessa insistenza e partecipazione al dolore di questi nostri fratelli.
Fede è mettere la nostra vita nelle mani del Signore
Forse è per la nostra poca fede. La fede è mettere la nostra vita nelle mani del Signore e vivere al suo servizio, come Gesù ci spiega nella pagina del Vangelo di oggi. Il servizio, per un cristiano è totale, come lo è stato per Gesù: «Sono disceso dal cielo – egli dice - non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato» (Gv 6, 38).
Il cristiano che non cammina sulla strada del servizio diventa un cristiano per se stesso. E questo ci porta all’egoismo e alla tentazione di sentirsi padroni della fede e della salvezza. Per la nostra mentalità moderna di sentirsi liberi di fare quel che si vuole, le parole di Gesù ci appaiono urtanti: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, quando rientra dal campo, non gli dirà: Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».
Gesù per primo si presenta come servo
Qualcuno di noi consiglierebbe a questo servo di andare al sindacato per chiedere consiglio su come fare con un padrone così. Ma Gesù dice: “No, il servizio è totale”. Lui stesso si presenta come il servo, colui che è venuto non per essere servito ma per servire. La strada del servizio compie miracoli.
Si tratta di imparare a servire il Signore stando in ascolto della sua parola, a pregare come pregava Lui; e a servire il prossimo secondo le sue necessità. E poi - dice Gesù - quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato allora dite: siamo servi inutili. Un servizio gratuito, senza chiedere niente.
Nella vita dobbiamo lottare tanto contro le tentazioni che vogliono allontanarci da questo atteggiamento di servizio. La tentazione della pigrizia ci porta alla comodità, al mezzo servizio; e la tentazione di diventare - da servo – padrone, che porta alla superbia, all’orgoglio, a trattare male la gente.
Vivere guardando il Signore e con i suoi occhi guardare il mondo
Il Signore Gesù ha preso l’ultimo posto nel mondo, la croce, e proprio con questa umiltà radicale ci ha salvati e ci aiuta. Quanto più uno s’adopera per gli altri, tanto più capirà e farà sua la parola di Gesù: “Siamo servi inutili” (Lc 17, 10). L’uomo di fede è colui che sceglie di vivere guardando anzitutto il Signore e con i suoi occhi guardare il mondo. E questo non lo rende timido o vergognoso, ma forte di una forza di amore e di saggezza.
Per noi, abituati a rivendicare meriti e riconoscimenti, queste parole suonano strane. Ma da esse può partire la fiducia in un nuovo futuro. Il profeta non resta in silenzio dinanzi alle forze del male che seminano dolori e distruzioni, non si rassegna perché la fede lo sostiene e gli dà la forza di operare per il bene senza stancarsi. Per questo diciamo anche noi al Signore: «Accresci la nostra fede!».
Intenzioni di preghiera
1) O Signore, donaci di vivere sempre la gioiosa fatica di servire il Vangelo con umiltà e coraggio, affidandoci sempre a te e al tuo disegno di salvezza. Signore accresci la nostra fede!
2) O Signore, che davanti al male del mondo ci inviti nella fede a non smettere mai di sperare e di attendere la tua pace, concedici con l’aiuto del tuo Spirito di mettere tutte le nostre forze, senza timore, a servizio del tuo regno.
3) O Signore, noi ti preghiamo per papa Francesco che accompagniamo nella preghiera nel suo viaggio apostolico in Georgia e Azerbajan; ti preghiamo per il nostro vescovo Crescenzio e per tutta la Chiesa, perché sempre con spirito d’amore e di saggezza custodisca e trasmetta il buon deposito della fede.
4) O Signore, ad una sola voce e con dolore ancora ti preghiamo per Aleppo e per la Siria, e ti chiediamo di disarmare i disegni dei violenti. Fa’ che l’odio, la violenza, la guerra non incombano più sul suo destino. Ricordati di chi, come i vescovi Mar Gregorios Hibraim, Paul Yazigi, padre Paolo Dall’Oglio, sono ancora sequestrati.
5) O Signore, ti preghiamo per tutti i migranti, soprattutto per chi è respinto e per chi subisce violenza e discriminazione. Fa’ che la loro vita sia protetta e la loro domanda di futuro accolta.
|