parrocchia
san Gennaro all'Olmo Napoli

2
la Bibbia
Vangelo festivo

Predicazione del 04/09/16

Domenica 23ª Tempo Ordinario /C
 
 

Letture: Sapienza 9, 13-18; Salmo 89, 3-6.12-14.17; Filemone 9-10.12-17; Luca 14, 25-33.

Memoria di Mosè. Chiamato dal Signore, liberò il popolo di Israele dalla schiavitù dell’Egitto e lo guidò verso la “terra promessa”.

Dal Vangelo di Luca capitolo 14, versetti da 25 a 33

25In quel tempo, una folla numerosa andava con lui. Egli si voltò e disse loro: 26«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. 27Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.

28Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? 29Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, 30dicendo: «Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro».

31Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? 32Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.

33Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.


NOI ABBIAMO IL PENSIERO DI CRISTO

Gesu_folla
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo»

Dove trovare la risposta alle tante domande degli uomini?

Più volte i vangeli ci parlano di folle numerose che andavano dietro Gesù. Esse esprimono la ricerca di qualcosa che essi non sono riusciti a trovare, il bisogno di aiuto, la risposta alle tante domande che si portano dentro.

Anche oggi gli uomini si portano dentro tante domande alle quali non trovano una risposta soddisfacente. Perché ancora tante guerre con tante sofferenze? Perché tante ingiustizie? Perché non si riesce a vivere in pace?

Sono domande a cui il Signore vuole darci delle risposte, ma non sono quelle che noi vorremmo. Dinanzi a quella “folla numerosa” che si mette a camminare dietro Gesù, egli si volta e dice qualcosa che è come la chiave dei nostri problemi.

Gesù ci comunica il pensiero di Dio

Da soli non riusciamo a trovare il pensiero di Dio da cui prendere le mosse per la vita di ogni giorno. L’antico libro della Sapienza ce lo ricorda: Quale uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare che cosa vuole il Signore? È la stessa domanda che l’apostolo Paolo pone alla comunità di Corinto: chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo consigliare? (1Cor 2,16).

Ma Gesù è venuto a svelarci la vita di Dio, il pensiero di Dio sulla nostra vita. E ci ha dato la chiave per costruire una vita più umana e più giusta per noi e per questo mondo. È un’affermazione che percorre tutta la Bibbia e che Gesù ci richiama con parole semplici e chiare: Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.

Con altre parole Gesù richiama il comandamento fondamentale: Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso. È questa la chiave della vera sapienza per questo mondo.

Con Dio al primo posto si può costruire una comunione globale

Dall’amore verso Dio che viene prima di ogni altro affetto umano – il padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita – discende un ordine nuovo che crea armonia e giustizia nei rapporti umani.

È quello che costatiamo quando delle persone insieme prendono sul serio queste parole di Gesù. Quante immagini di comunione, di una familiarità senza barriere dove si vive la fraternità e la pace. È questo il lavoro del Vangelo che rende il nostro mondo migliore.

Da anni, dopo l’incontro voluto da papa Giovanni Paolo ad Assisi, questo gesto profetico di far incontrare uomini e donne di tutte le religioni e culture, abbiamo visto questa famiglia crescere, avviamo visto che l’incontro e la pace fra diversi non solo è possibile, ma è bello viverlo.

I discepoli di Gesù, artigiani della comunione fra gli uomini

L’immagine stessa della liturgia, quando ci facciamo accanto gli uni agli altri, dove nessuno viene escluso è segno di questa unità che viene dal mettere il Signore al primo posto. È lui la radice di ogni comunione, della vera fraternità.
Essere cristiani non è compiere dei riti religiosi e qualche opera buona. È la costruzione di un mondo nuovo come un corpo dove ogni membro ha la sua funzione ed è collegato a tutte le altre membra. Non è una costruzione facile, è come una battaglia contro l’individualismo di ciascuno, contro l’indifferenza che porta alla separazione, che è come un veleno che disgrega la comunione.

Lasciamoci correggere dal Signore per essere veri suoi discepoli, artigiani di comunione e di pace.

Intenzioni di preghiera

1) Signore, noi ti ringraziamo perché, anche se umili e peccatori, la nostra vita è stata trasformata dalla tua grazia. Aiutaci ogni giorno a scegliere la via impegnativa del bene, per resistere al male nella compassione e nella solidarietà con chi soffre.

2) O Signore, custodisci nel tuo amore la nostra Comunità e ogni comunità cristiana, proteggile da ogni male, rendile unite e concordi nella fede perché possano comunicare con gioia il tuo Vangelo ovunque.

3) Proteggi e benedici Signore Papa Francesco e il nostro vescovo Crescenzio. Uniti a loro ti preghiamo per tutta la Chiesa, perché sappia indicare la tua presenza ad ogni persona e apra i cuori, soprattutto quelli di chi è più giovane, all’incontro con te.

4) O Signore, dona pace al mondo ancora troppo segnato dalla guerra. Ricordati della Siria e particolarmente della città di Aleppo martoriata dalla violenza. Proteggi i vescovi Mar Gregorios Hibrahim e Paul Yazigi, Padre Paolo Dall’Oglio e tutti gli altri sequestrati.

5) Mentre ti preghiamo ancora per chi è stato colpito dal terremoto, ti chiediamo Signore di sostenere chi vive momenti di fatica e di dolore: dona loro serenità e speranza.