parrocchia
san Gennaro all'Olmo Napoli

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la Bibbia
Vangelo festivo

Predicazione del 03/07/16

Domenica 14ª Tempo Ordinario /C
 
 

Letture: Isaia 66,10-14; Salmo 65; Galati 6,14-18; Luca 10,1-12.17-20.

Memoria dell'apostolo Tommaso. Confessò Gesù come suo Signore e lo testimoniò, secondo la tradizione, sino in India.

Dal Vangelo di Luca capitolo 10, versetti da 1 a 12 e da 17 a 20

1 Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. 2Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! 3Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; 4non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. 5In qualunque casa entriate, prima dite: «Pace a questa casa!». 6Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.

7Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra. 8Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, 9guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: «È vicino a voi il regno di Dio».

10Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: 11«Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino». 12Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città.

17I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». 18Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. 19Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. 20Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».


IL SIGNORE CERCA NUOVI OPERAI DEL VANGELO

72discepoli
Il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sè
in ogni città e luogo dove stava per recarsi.

Chiamati a partecipare al sogno di Dio

Il rapporto con Gesù ci fa entrare in un flusso di vita che ci rende partecipi della vita di Dio, del suo sogno su questo mondo, della sua passione per ogni uomo ed ogni donna. Questo amore appassionato Gesù lo manifesta nelle sue parole, nei gesti che compie, nel farsi vicino a tutti, ma in modo particolare a quelli che soffrono e cercano chi li ascolti e li aiuti.

Ma Gesù, sin dall’inizio della sua vita pubblica, non ha voluto essere solo, ha chiamato alcuni che potessero scoprire con lui l’avventura di una vita che è la vita stessa di Dio. «Gesù andava per tutte le città e villaggi – dice il Vangelo – insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità» (Mt 9, 35). E più incontrava persone, più sentiva che bisognava coinvolgere altre persone che camminassero con lui e sposassero la sua ansia di liberazione e guarigione degli uomini dalle tante malattie del cuore, della mente e del corpo.

L’orizzonte del grande mondo

Per questo sceglie altri settantadue discepoli perché andassero, come già avevano iniziato a fare i dodici apostoli, per annunciare che con lui inizia un tempo nuovo, una vita nuova per gli uomini che lo accolgono. E sceglie settantadue perché la tradizione ebraica credeva che le nazioni della terra fossero settantadue, a voler dire che il messaggio del Vangelo doveva arrivare a tutti i popoli, a tutte le nazioni e a tutte le culture.

Di fronte a questo orizzonte sconfinato dice ai discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». E noi oggi, aiutati dai moderni mezzi di comunicazione conosciamo più facilmente quanto è grande il bisogno di parole e gesti di pace, quanto c’è bisogno di operai del Vangelo nel grande campo del mondo.

C’è bisogno di altri operai del Vangelo

Le parole di Gesù vengono a svegliarci da una vita concentrata troppo su di noi, che dinanzi al male, alla violenza, alle divisioni e alle guerre, tante volte scuotiamo il capo, pensando che non si possa fare granché perché il mondo cambi. È un pensiero comodo per continuare a vivere come sempre, soddisfatti per quel poco che già facciamo.

C’è bisogno di operai del Vangelo. E tutti possono rispondere a questa chiamata, uomini e donne di ogni età, di ogni cultura e di ogni latitudine. Gesù per prima cosa chiede quello che ognuno di noi può fare: «pregate il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». E chi non può farlo?

Affrontare il male con le armi della pace

Ma oggi il Signore si rivolge ad ognuno di noi perché dinanzi alla forza del male non resti rassegnato e passivo. Gesù conosce i mali di questo mondo, conosce le divisioni, le lotte spietate, le violenze. Infatti dice a quei settantadue discepoli: «ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi», lupi che divorano la vita dei più deboli, che creano paura e sconforto.

Eppure li manda disarmati e senza mezzi: «non portate borsa, né sacca, né sandali» perché la pace non dipende né dalle armi, né dalla potenza dei mezzi. Gli uomini hanno bisogno di toccare con mano che è possibile vivere insieme, che è possibile l’amore vicendevole. E la prima cosa che i discepoli di Gesù devono annunciare con la loro vita è proprio questo: la pace, la comunione vicendevole, l’aiuto degli uni per gli altri.

Questo vuole farci comprendere la scelta di Gesù di inviare i discepoli «a due a due» perché la prima predicazione fosse quella della loro vita, della testimonianza di unione e di affetto fra di loro che avrebbe dato forza e concretezza all’annuncio del Vangelo, all’inizio di una comunità umana, dove trovano posto accanto ai sani i malati, accanto ai ricchi i poveri, accanto ai sistemati quelli che non hanno alcuna sistemazione.

L’immagine di una comunità dove si vive insieme, nella gioia, nella fraternità, nell’aiuto vicendevole è ciò di cui hanno bisogno le nostre città, i nostri paesi, ogni popolo di questo mondo. La comunità che nasce dal vangelo è la risposta concreta ai mali di questo mondo, alle insoddisfazioni e umiliazioni che generano ribellione, violenza cieca.

La gioia di quei primi settantadue discepoli che tornano dal Signore contenti di quello che hanno visto e operato, sia anche la nostra gioia nel vivere come operai del Vangelo in questo tempo. Anche il tempo dell’estate è un tempo adatto a comunicare la vita del Vangelo, a testimoniarla, avvicinando coloro che ancora non la conoscono. E sono tanti.

Intenzioni di preghiera

1) O Signore, che non vuoi che nessuno resti escluso dalla comunicazione del Vangelo, aiutaci ad essere liberi nello spirito e universali nel cuore, per non porre limiti alla tua misericordia e comunicare a tutti il tuo Vangelo.

2) Ti preghiamo, o Signore, perché il seme della tua Parola sia sparso con abbondanza nella vita del nostro tempo. Sostieni l’opera evangelizzatrice della Chiesa e la predicazione di papa Francesco e del nostro vescovo, Crescenzio.

3) Ti preghiamo, Signore, per tutti quelli che annunciano il Vangelo, perché attingano forza dall’incontro costante con la tua Parola e nella preghiera. Ricordati di quei cristiani che, in varie aree del mondo, sono minacciati ed esposti ai pericoli.

4) Signore, ti preghiamo veglia sul Medio Oriente, sull’Iraq, sulla Siria, perché cessi il tempo dell’odio e si tornino a cercare vie di pace. Ricordati di Mar Gregorios Ibrahim, di Paul Yazigi, di Padre Dall’Oglio e di quanti sono ancora sequestrati e in pericolo.

5) Signore, tu che sei conforto degli afflitti e consolazione dei poveri: allontana la malattia, libera dalla fame, rendi la libertà ai prigionieri e giustizia agli oppressi.