parrocchia
san Gennaro all'Olmo Napoli

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la Bibbia
Vangelo festivo

Predicazione del 15/05/16

Festa della Pentecoste /C
 
 

Letture: Atti 2, 1-11; Salmo 103; Romani 8, 8-17; Giovanni 14, 15-16.23-26.

 

Dal Vangelo di Giovanni capitolo 14, versetti da 15 a 16 e da 23 a 26

Gesù disse ai suoi discepoli:15Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre. 23«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

25Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. 26Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.


UNA CORRENTE DI AMORE CHE VIENE DALL’ALTO

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«Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome,
vi insegnerà ogni cosa»

L’esperienza della Pentecoste

Oggi si rinnova fra noi l’evento della Pentecoste. I discepoli stavano insieme, riuniti nel cenacolo. Mentre erano in preghiera avviene qualcosa che li trasforma interiormente. I segni del vento forte che scuote e del fuoco che scende dentro di loro indicano la forza dello Spirito.

Forse essi aspettavano un potere politico, materiale, ma arriva da Dio lo Spirito che libera dall’egocentrismo, dalla rassegnazione. È un fuoco interiore che libera dalla paura, dalla chiusura e fa uscire incontro agli altri con un linguaggio, con parole che toccano il cuore delle persone che si erano radunate dinanzi alla porta del Cenacolo.

I discepoli che fanno questa esperienza sono un piccolo gruppo di persone periferiche, venivano dalla Galilea. Ma con questa forza essi danno inizio a una storia nuova, la storia della Chiesa, un movimento che parte da Gerusalemme e giunge in tutti i luoghi, va incontro a tutti i popoli in ogni tempo.

Entrare nella corrente di amore che è la vita di Dio

Oggi vediamo attorno a noi tanta gente rassegnata, noi stessi tante volte siamo rassegnati, ci sentiamo spesso confusi e non riusciamo a comprendere tante cose che avvengono attorno a noi. E il Signore non smette di prendersi cura di questo mondo.

Egli manda anche oggi questa forza che viene dall’alto a coloro che credono in lui, si riuniscono nel suo nome e nella preghiera si dispongono ad accogliere il suo Spirito, questa forza di amore.

Lo Spirito ci fa entrare in quella corrente di amore che è la vita stessa di Dio, del Padre unito al Figlio per mezzo dello Spirito Santo. Chi crede in Gesù viene coinvolto in questa corrente o comincia ad operare secondo questo spirito di comunione. Anche oggi ci sono tante divisioni, lotte, scontri, che provocano dolori, povertà, tristezza. Dentro questa realtà i discepoli di Gesù operano per la comunione insieme a tutti coloro che cercano il bene degli uomini.

Essere insieme conta molto nella vita

Essere insieme conta molto nella vita. Proprio perché la vita è piena di problemi, di difficoltà, di dolori, di sofferenze è importante vivere insieme, essere in comunione. C’è bisogno allora di uscire da se stessi, come fecero i primi discepoli, incontrare, parlare la lingua dell’amore, coltivare amicizia, e aiutare tanti che sono confusi, agitati, tante volte arrabbiati, impauriti, creando spazi di incontro e di comunione.

La comunione con Gesù ci apre agli altri, ci avvicina a coloro che sono nel dolore. Essere vicino ai dolori degli altri ci dona la gioia vera, una gioia che nasce dall’amore, una gioia che possiamo comunicare intorno a noi, incontrando, dialogando, portando amicizia.

Dialogare, integrare, generare

Papa Francesco in un discorso rivolto a tutti gli europei ha usato tre verbi: dialogare, integrare, generare. C’è bisogno di dialogare, cioè di entrare in contatto con tutti con parole dette con affetto e amicizia; c’è bisogno di integrare, cioè creare ponti, momenti di incontro, aiutando tutti a incontrare il Vangelo, continuando l’opera di quel piccolo gruppo di galilei mossi dalla forza dello Spirito, una forza che viene dall’alto; così diventerà possibile generare, cioè far nascere nuovi figli e figlie al Signore.

Se noi viviamo uniti al Signore, egli non ci lascia soli, il Padre manda anche su di noi lo Spirito, che ci accompagna e rimane con noi per sempre, come Gesù ha promesso: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”.

Come il piccolo Davide, confidiamo nel Signore

Di fronte ai mali e alle potenze di questo mondo – predicava Romero nell’omelia nel giorno di Pentecoste – “noi possiamo sentirci come il piccolo Davide posto di fronte al gigante Golia: questo confida nelle sue armi, nei suoi poteri, nel suo danaro; noi confidiamo nel nome del Signore che conta sulla forza dello Spirito, della comunione, dell’amicizia. E la nostra piccolezza sarà grande e forte nella misura in cui saremo umili, amorevoli e ci affidiamo al Signore”.

Questa è la Pentecoste. Continuiamo il cammino della Chiesa iniziato da quel piccolo gruppo, cominciamo ad incontrare, a consolare i poveri e i malati, ad annunciare il Vangelo a quelli che non lo conoscono, mossi da questo fuoco di amore che ci fa parlare la lingua dell’amore, compiere gesti di comunione che aprono all’incontro, dispongono al dialogo, creano amicizia e aiutano a vivere in pace.

Intenzioni di preghiera

1) O Signore, manda su di noi il tuo Spirito perché, con rinnovato entusiasmo, possiamo incontrare le folle oppresse delle nostre città e comunicare loro il lieto messaggio della tua misericordia che vuole raggiungere tutti.

2) Ti preghiamo, o Signore, per Papa Francesco, per il nostro vescovo Crescenzio e per la Chiesa, abitata per sempre dal tuo Spirito, perché annunci il Vangelo nelle periferie geografiche ed esistenziali del mondo e la sua testimonianza sia seme fecondo di un’umanità rinnovata dal tuo amore.

3) Spirito della Pentecoste, consola tutti i poveri e i malati: apri il loro cuore alla speranza e guariscili da ogni infermità.

4) Ti preghiamo, o Signore, per tutti i cristiani: concedi ai tuoi figli, di essere sempre aperti all’azione dello Spirito, per parlare al cuore di tutti, camminando insieme e affrontando le sfide di questo nostro tempo.

5) Spirito Santo di Dio, che fai rifiorire la speranza in ogni cuore ferito dalla sofferenza, rinnova la faccia della terra, liberala da ogni male e soprattutto dalla guerra, madre di ogni povertà. Veglia sulla Siria, sui suoi figli profughi e su chi è ancora prigioniero come i vescovi Mar Gregorios, Paul Yazigi e Padre Paolo Dell’Oglio.