parrocchia
san Gennaro all'Olmo Napoli

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la Bibbia
Vangelo festivo

Predicazione del 24/04/16

5ª Domenica dopo Pasqua /C
 
 

Letture: Atti 14,21-27; Salmo 144;Apocalisse 21,1-5; Giovanni 13, 31-35.

La Chiesa armena fa memoria oggi della strage patita durante la Prima guerra mondiale, in cui fu ucciso oltre un milione di armeni.

Dal Vangelo di Giovanni capitolo 13, versetti da 31 a 35

31Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. 32Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.

33Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire.

34Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. 35Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».


L’UNICO COMANDO CHE SALVA NOI E IL MONDO

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Gesù disse: «Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri»

Abbiamo bisogno dell’incontro con Gesù la domenica

Sono tante le notizie che ogni giorno riceviamo, notizie di violenze, di morte, di profughi aggrappati a un barcone in cerca di salvezza. È forte la tentazione di farci l’abitudine, la tentazione della rassegnazione.

E per questo abbiamo bisogno della domenica, della liturgia, del Signore che viene in mezzo a noi e ci parla, di indica la via per far nascere qualcosa di nuovo non solo nella vita di ciascuno di noi, ma nella vita dei luoghi dove noi viviamo.

La via è quella percorsa prima da lui, la via che percorre chi fa suo il comando nuovo di Gesù: “che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri”. Dinanzi alla tentazione di rassegnarci alla realtà della vita di tutti i giorni, Gesù ci comunica la sua forza che non fa desistere, anzi fa reagire di fronte alla forza del male, di fronte alla rassegnazione.

La via dell’amore è la via per la vita

Gli apostoli sono nel cenacolo, Giuda è appena uscito per portare le guardie ad arrestare Gesù. Ma lui vede in questo l’inizio della lotta finale contro il male nelle ore della passione e della croce ma che culmina nella resurrezione, nella vittoria sulla morte e sul male.

Sono ingannevoli le vie che passano per la violenza, alzando muri per difendersi dagli altri, sono false e ingannevoli. Gesù nelle ore della passione, mentre attorno a lui si scatena una violenza gratuita, non smette di amare, anzi ama sino alla fine. E la resurrezione è la sua vittoria.

Non è frutto di ingenuità il comando che Gesù dà ai discepoli di ogni tempo: la via dell’amore è l’unica che salva le nostre vite e la vita di questo mondo confuso e diviso in se stesso. “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri”: un amore che incrocia i dolori e le angosce di tanti che sono nostri fratelli e sorelle.

Vedere, incontrare, ascoltare

C’è una intelligenza dell’amore che aiuta a vedere, a incontrare, a trovare soluzioni che non sono frutto di tecniche raffinate e complicate, ma nascono dall’ascolto, dal vedere, dal commuoversi dinanzi a quelli che soffrono e aspettano che qualcuno porga loro la mano.

Nelle visite agli anziani in istituto c’è in tanti di loro lo stupore di vederci accanto a loro: “ma sei venuto proprio per me?” – chiedono – e stringono forte le nostre mani quasi a volerci ancora trattenere per un po’. E queste piccole cose che piccole non sono, ci riportano a Gesù, a questa sua richiesta unica, fondamentale: amatevi come io vi ho amati.

Il cielo nuovo e la terra nuova – di cui ci parla il libro dell’Apocalisse – non sono qualcosa di astratto, di impossibile da realizzare. Nella liturgia ogni volta il Signore ci mostra che questo è possibile, quando ci fa ritrovare insieme, diversi ma uniti, gli uni accanto agli altri come sua famiglia. Il cielo e la terra nuova iniziano quando cominciamo ad amarci come il Signore ci ha amati.

I discepoli di Gesù si riconoscono da come si vogliono bene

Tante volte tocchiamo con mano che la via del cambiamento di ciascuno e del mondo intorno a noi passa attraverso l’immagine di una comunità di persone che vivono il comandamento del Signore: tanti sono attirati, come avveniva per le prime comunità, perché vedevano come si volevano bene.

Anche oggi questo mondo distratto si ferma dinanzi ai segni di comunione fra coloro che prima erano distanti: giovani e anziani, profughi che trovano accoglienza. È la trasfigurazione di un mondo freddo e distante nel calore di una famiglia in cui ci si riconosce fratelli e sorelle.

Accogliamo con fiducia e con gioia il comando del Signore, impariamo da lui che sembrava sconfitto e che dice a noi: non abbiate paura, io ho vinto la morte, io sono il risorto e resto con voi fino alla fine dei giorni, per sempre. Amatevi come io vi ho amati.

Intenzioni di preghiera

1) Signore, aiutaci ad amare come tu ci hai amato perché ogni lacrima sia asciugata, ogni dolore condiviso ed ogni male sia vinto.

2) Signore Gesù, che poni davanti ai tuoi discepoli l’orizzonte illimitato dell’amore, guida tutti i tuoi figli fra le insidie del mondo, sostieni la loro fede perché ti diano testimonianza e dona loro la tua speranza soprattutto là dove sono più esposti ai pericoli.

3) O Signore, santifica la tua Chiesa e rendila segno luminoso del tuo amore misericordioso. Sostieni Papa Francesco e il nostro vescovo Crescenzio.

4) Ti preghiamo, o Signore, per tutti i poveri, perché la loro vita sia custodita, protetta, accompagnata con amore e ti chiediamo per la Chiesa e per ciascuno di noi perché sempre ci apriamo all’amicizia con i poveri.

5) Signore, che fai nuove tutte le cose fa’ che la pace che tu Risorto offri a tutti, possa giungere in ogni angolo della terra. Veglia sulla Siria e libera coloro che sono ancora sequestrati e in pericolo come i vescovi Mar Gregorios Hibrahim, Paul Yazigi e Padre Paolo Dall’Oglio.