parrocchia
san Gennaro all'Olmo Napoli

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la Bibbia
Vangelo festivo

Predicazione del 17/04/16

4ª Domenica dopo Pasqua /C
 
 

Letture: Atti 13, 14.43-52; Salmo 99; Apocalisse 7,9.14-17; Giovanni 10, 27-30.

 

Dal Vangelo di Giovanni capitolo 10, versetti da 27 a 30

Gesù disse: 27Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. 28Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.

29Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. 30Io e il Padre siamo una cosa sola».


Lasciamoci condurre dall’amore del Signore

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Gesù disse: «Io dò loro la vita eterna
e nessuno le strapperà dalla mia mano»

Essere pecore del Signore

Siamo nel tempo della Pasqua, un tempo che per i primi discepoli ha significato un’apertura da essi insospettata, un aprirsi ad orizzonti prima di allora non immaginati. Quelle donne e quegli uomini figli di una piccola terra, di piccole storie, dietro il Buon pastore si sono lasciati condurre e sono entrati in una storia grande, mossi non dall’amore per se stessi ma dalla forza del Vangelo che andava comunicato.

“Le mie pecore io le conosco” – dice Gesù – “le conosco”, cioè le amo “e le mie pecore conoscono me”, cioè sono chiamate a corrispondere all’amore del Buon Pastore. “Domandatevi – scrive papa Gregorio Magno – se siete pecore del Signore, se lo conoscete … parlo non solo della conoscenza della fede, ma anche di quella dell’amore”.

L’esempio di papa Francesco, Bartolomeo e Hieronimos

Entrare in questa conoscenza dell’amore significa vivere ogni giorno l’esperienza dell’incontro con gli altri, con quelli lasciati ai margini e lasciarsi toccare il cuore, mossi dagli stessi sentimenti del Signore, Buon Pastore. Nel viaggio all’isola di Lesbo papa Francesco ha incontrato i rifugiati e li ha ascoltati, ha ricordato che “i profughi non sono numeri, ma persone”.

Non era solo, era insieme al patriarca Bartolomeo e all’arcivescovo ortodosso greco Hieronimos. Questi “tre vecchi” ci hanno toccato il cuore, vengono a scuoterci dal sonno dell’indifferenza, ci invitano ad operare insieme, ci mostrano un ecumenismo che parte dai poveri, e anche i poveri ci chiamano all’unità.

Lavorare per l’unità

Il Buon pastore ha guidato questi nostri fratelli che presiedono nella Chiesa e chiama noi cristiani a vivere con un respiro universale, ad avere la visione dell’unità del genere umano. Ed operare per l’unità nella diversità delle culture, delle storie, delle tradizioni religiose. Dinanzi alle tante esclusioni, alle divisioni che generano violenza, i discepoli di ogni tempo, di questo tempo, sono chiamati ad essere operatori di unità, a lanciare ponti verso quelli che sono lasciati ai margini della vita.

Dalla Pasqua, dal Cristo risorto, fluisce in noi la forza che ci fa infrangere i nostri confini abituali, viene in noi la forza e la giovinezza del Vangelo che ha portato quegli umili discepoli dalla Galilea e dalla Palestina a raggiungere tante uomini e popoli del mondo di allora.

Facciamoci carico di chi chiede aiuto

Di fronte ai cambiamenti che viviamo e che poco comprendiamo, alla crisi umanitaria tanto seria, il Vangelo ci chiama a fermarci, a riflettere, a guardare i volti di tanti nostri fratelli spaventati che fuggono dalla guerra e dalla fame. Il gesto di papa Francesco che ritorna da questo breve viaggio prendendo con sé dodici rifugiati siriani – appena un frammento della grande fiumana di gente che fugge dall’orrore della guerra – ci richiama alla concretezza del farsi solidali, del farsi carico delle domande e richieste di aiuto.

Abbiamo bisogno di vivere sempre di più il respiro di quella carità universale che sgorga dal Vangelo. Paolo e Barnaba diffondono il Vangelo nelle terre dove oggi rischia di scomparire per sempre la presenza dei cristiani dopo una storia di due millenni. E noi cristiani di oggi vediamo che anche nelle nostre terre c’è bisogno di un nuovo annuncio del Vangelo dinanzi alla cultura dominante del pensare a sé, del rinchiudersi nelle proprie mura pensando di trovare sicurezza costruendo recinti.

Lasciarci condurre dal Signore, Buon Pastore della nostra vita

Ma la mura e le barriere creano divisioni e poi scontri. Per generare pace c’è bisogno di moltiplicare i gesti di amore, anche piccoli, che contagiano suscitando nuove energie di amore, vie che portano alla pace. La visione di Giovanni nell’Apocalisse “ecco, vidi una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua” ci aiutano a comprendere la vocazione all’unità del genere umano e ci sollecitano nel lavorare perché questa unità possa realizzarsi in maniera sempre più larga.

Se conosceremo con la conoscenza del Signore, del Buon Pastore, che è conoscenza nell’amore, tanti che ora vivono nel deserto – deserti di umanità vicino a noi e lontani da noi - potranno trovare pascoli buoni, seguendo il Buon Pastore che “su pascoli erbosi ci fa riposare, ad acque tranquille ci conduce” (salmo 22).

Intenzioni di preghiera

1) Signore, aiutaci ad essere pecore che sanno riconoscere la voce del loro Pastore, di colui che è il solo capace di rispondere alla nostra sete di speranza.

2) Ti preghiamo, Signore, proteggi Papa Francesco pellegrino a Lesbo. Uniti a lui ti preghiamo per tutte le vittime del Mare e per coloro che fuggono dai propri paesi in cerca di pace, sicurezza, futuro. Aiuta i paesi europei a rifiutare la cultura dell’indifferenza e dei muri e a prendersi cura delle sofferenze di questi poveri, nostri fratelli. Sostieni e proteggi il nostro vescovo Crescenzio.

3) Ti preghiamo, o Signore, per la Chiesa, per coloro che in essa hanno responsabilità pastorali, perché somiglino a te Buon Pastore e vivano la tua stessa passione d’amore.

4) Ti preghiamo, Signore, per tutte le comunità cristiane in Medio Oriente, e ti chiediamo di proteggere in quelle terre, tutti i nostri fratelli nella fede. Libera chi è ancora prigioniero in Siria e in Iraq come i vescovi Mar Gregorios Hibrahim, Paul Yazigi e Padre Paolo Dall’Oglio.

5) O Signore, che vuoi raggiungere le pecore che non sono del tuo ovile, serviti di noi per far giungere il tuo amore a tutti gli uomini del nostro tempo e aiutaci a vivere con pienezza la missione del Vangelo.