parrocchia
san Gennaro all'Olmo - Napoli

2
la Bibbia
Vangelo festivo

Predicazione del 24/01/16

Domenica 3ª Tempo Ordinario /C
 
 

Letture: Neemia 8,2-4.5-6.8-10; Salmo 18; 1ª Corinzi 12, 12-31; Luca 1,1-4; 4,14-21.

Preghiera per l’unità delle Chiese. Memoria particolare delle comunità cristiane in Europa e nelle Americhe.

Dal Vangelo di Luca capitolo 1, versetti da 1 a 4; capitolo 4, versetti da 14 a 21

1 Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, 2come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, 3così anch'io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, 4in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

14Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. 15Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.

16Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. 17Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:

18Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, 19a proclamare l'anno di grazia del Signore.

20Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. 21Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».


“OGGI” IL SIGNORE VUOLE OPERARE PER MEZZO NOSTRO

GesuSinagoga500
«Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Il Vangelo giunto fino a noi

Questa parola di Dio che viene proclamata, questo Vangelo che ci viene annunciato lo abbiamo ricevuto perché quelli che da principio hanno udito le parole di Gesù, quelli che furono testimoni oculari, ce lo hanno trasmesso non solo con gli scritti ma con una trasmissione vivente che è giunta sino a noi.

Oggi noi sentiamo di avere la stessa responsabilità non solo di accogliere e vivere ma trasmetterlo alla nostra generazione perché la parola di Dio continui ad accompagnare la vita degli uomini e a trasformarla.

“Oggi” il Vangelo va annunciato

Oggi, nella settimana di preghiera per l’unità delle Chiese, siamo invitati a pregare in modo particolare per tutte le comunità cristiane in Europa e nelle Americhe. Sono società secolarizzate nelle quali c’è bisogno di annunciare il Vangelo con la stessa semplicità ed intelligenza, con l’entusiasmo e la gioia delle prime comunità apostoliche.

C’è un “oggi” del Vangelo che ci compie. Gesù sin da piccolo ha imparato a frequentare la sinagoga di Nazaret. Ma ora ritorna a Nazaret con la potenza dello Spirito perché la parola del profeta Isaia diventa realtà: portare il lieto annuncio ai miseri, fasciare le piaghe dei cuori spezzati, proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri.

Oggi la Parola di Dio possa compiersi

Con Gesù tutto questo inizia ad essere realtà e continua ad iniziare con tutti quelli che di generazione in generazione si mettono a camminare dietro Gesù. La liturgia che celebriamo ogni domenica può diventare un’abitudine, come un ritornare a qualcosa che già conosciamo. Ma quante volte abbiamo fatto l’esperienza di scoprire cose nuove in una pagina del Vangelo letta e meditata tante volte.

“Oggi” – come avvenne quel giorno a Nazaret, quando per la prima volta è chiamato a leggere e commentare la Scrittura – “oggi” questa parola vuole “compiersi”. Oggi, quando cominciamo a vedere meglio quello che avviene nelle nostre città, a conoscere volti e storie che prima ci erano sconosciuti, a sentire invocazioni di aiuto di quelli che sono prigionieri senza una via di uscita, “oggi” questa parola chiede di essere realizzata.

" Alziamo gli occhi e guardiamo i campi"

Non rimandiamo sempre al domani, per pigrizia o per paura. “Oggi” alziamo gli occhi e guardiamo i campi. La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai. Abbiamo incontrato tanti amici nei giorni del Natale che sono venuti ad aiutarci, non dimentichiamoci di loro. Altri poveri, altri stranieri attendono. E con quanta ansia il popolo stremato della Siria, dei paesi dove non c’è pace, aspetta la scarcerazione dalla prigionia della guerra. Preghiamo, ma preghiamo ancora troppo poco. Ascoltiamo e vediamo, ma spesso in modo distratto.

“Oggi” il Signore vuole entrare, irrompere in noi con la forza dello Spirito che scuote, ci risveglia da un modo tranquillo. Scrive San Paolo: “l’amore di Cristo ci spinge”, preme su di noi, ci prende! (2Cor 5, 14).

Lasciamoci prendere, lasciamoci assorbire dal fuoco dello Spirito. Non c’è da aver paura, il fuoco purifica, vivifica. “Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso” (Lc 12, 49). I discepoli di Emmaus, mentre Gesù spiega loro le Scritture si sentono ardere nel cuore. Non comportiamoci da stolti e lenti di cuore nel credere che “oggi” con un nuovo passo possiamo seguire il Signore, parlare con le sue parole, guardare con i suoi occhi, incontrare con i suoi sentimenti. Ogni giorno la Parola del Signore si possa compiere anche in noi e per mezzo di noi.

Intenzioni di preghiera

1) Signore, che sei venuto a portare ai poveri il lieto annuncio, consola chi soffre, chi è solo, chi è povero e prigioniero: che il tuo amore tenero e appassionato possa giungere ad ogni uomo e ad ogni donna.

2) Ti ringraziamo, o Signore, per il dono del tuo giorno, perché non siamo un popolo abbandonato, senza speranza e senza parole, perché il Vangelo è la luce che ci fa vedere il tuo Regno compiersi in mezzo a noi.

3) Signore, ti preghiamo per la Chiesa, perché custodisca e comunichi con generosità il tesoro della tua Parola, per il Papa Francesco e per il nostro vescovo Crescenzio. In questa settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, noi ti invochiamo perché nessun seme di amarezza ci divida dai nostri fratelli ma tutti, nel tuo nome, sappiamo lavorare per una profonda e piena comunione.

4) Ti preghiamo, o Signore, in questi giorni di grande freddo, per i poveri della nostra città, in particolare per i senza fissa dimora. Aiutaci non restare indifferenti o distratti davanti a chi è costretto ad affrontare l’inverno senza un riparo. Fa’ che cresca la solidarietà e la protezione verso chi è più fragile.

5) Signore, te lo chiediamo unanimi: dona al mondo la tua pace! Si allontani dalla terra l’ombra di morte, mentre i popoli si riconciliano nel perdono. Libera chi è ancora prigioniero in Siria.