parrocchia
san Gennaro all'Olmo - Napoli

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la Bibbia
Vangelo festivo

Predicazione del 13/12/15

3ª domenica di Avvento /C
 
 

Letture: Sofonia 3,14-18a; Salmo: Isaia 12; Filippesi 4,4-7; Luca 3,10-18.

 

Dal Vangelo di Luca capitolo 3, versetti da 10 a 18

10Le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». 11Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». 12Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». 13Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». 14Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».

15Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, 16Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. 17Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

18Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.


COMPRENDERE MEGLIO IL MISTERO DELL’AVVENTO DI DIO

GvBatbattezza
«Io vi battezzo con acqua ...
colui che viene dopo di me vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco ».

Dio si fa vicino agli uomini per amore

Queste settimane che sembrano scorrere uguali alle altre, sono un tempo prezioso per noi, il tempo dell'avvento del Natale di Gesù. Queste settimane contengono un mistero, quello di un Dio che si fa vicino agli uomini perché li ama. Ed è questo il motivo della nostra gioia: «Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi» (Fil. 4, 4).

Viviamo in questo tempo, agitato da paure, preoccupazioni, alcuni sono presi dallo sconforto. C’è bisogno di una salvezza che non possiamo darci da soli. Chi potrà salvarci?

Può sembrare ingenua e inadeguata la risposta che viene dal vangelo: la salvezza viene dalla Parola del Signore, annunciata da un uomo povero, che non ha nulla, Giovanni Battista. Folle di uomini e donne sono attratte dalla sua parola, diretta, chiara, che viene da Dio.

La Parola di Dio ci interroga

È una Parola che lui per prima ha accolto e meditato per se e ora la comunica con coraggio e immediatezza a tutti quelli che si avvicinano a lui. È una parola che interroga, chiede di cambiare, di comprendere in modo nuovo il senso dell'avvento di Dio, del suo regno che viene e della nostra stessa vita.

«Che cosa dobbiamo fare?». È la domanda di cambiare, un cambiamento della mente e del cuore che si manifesta con gesti concreti. «Chi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». È l'invito alla gratuità, alla generosità, alla condivisione, a non rimanere prigionieri del nostro egoismo, attaccati alle cose che abbiamo.

Tutti, vuole raggiungere il Signore

Si avvicinano a Giovanni pubblicani e peccatori, diremmo noi “i meno adatti”. I pubblicani disprezzati un po’ da tutti perché al soldo dello straniero occupante ed esattori esosi; i soldati spesso violenti in modo gratuito. Eppure proprio dalla loro schiera verrà Matteo, chiamato da Gesù a seguirlo, colui che ci ha donato il primo dei quattro vangeli; e Zaccheo che riceverà Gesù a casa sua e si lascerà toccare il cuore da lui.

«Maestro, che cosa dobbiamo fare?». E Giovanni rispondeva ai pubblicani venuti da lui: «non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato», cioè non lasciatevi imprigionare dalla ricerca dei vostri bisogni. Ai soldati chiede di diventare seri, onesti e reali, di rinunciare alla violenza, non fare del male agli altri. È l'invito a diventare dolci e umani nei confronti degli altri.

Apriamoci alla misericordia

Lasciamoci turbare anche noi dalla parola del Vangelo che riceviamo, rompiamo gli schemi abituali dei nostri pensieri e delle nostre azioni. La Parola che riceviamo in questo tempo di Avvento ci apre ad una visione di speranza, alla misericordia del Signore che allarga il nostro cuore.

Il Signore ci parla in modo accorato, ci rende partecipi dei suoi grandi sogni: liberare i prigionieri, dare la vista ai ciechi, guarire i malati, convertire i peccatori, fare spazio a Dio nel mondo del nostro tempo.

La misericordia di Dio si manifesta e si diffonde attraverso la parola e i gesti dei suoi umili servitori. Giovanni Battista era umile, non aveva un’alta considerazione di sé, «io non sono di slegare i lacci dei suoi sandali» - diceva. E il Signore per mezzo degli umili può fare grandi cose, come canta Maria nel Magnificat.

La gioia per la venuta del Signore

Lasciamoci toccare il cuore dalla parola del Signore, apriamoci alla sua misericordia, allarghiamo lo spazio verso i poveri e i deboli. E vedremo innestarsi una reazione a catena della misericordia; lo vediamo in questo tempo, mentre prepariamo i pranzi di Natale per tanti poveri e bisognosi.

Si moltiplica la misericordia, tanti cuori si aprono la misericordia e noi diventiamo gli umili strumenti nelle mani del Signore perché il mistero del suo avvento, della sua venuta, si diffonda nel mondo e si allarghino sempre di più gli spazi di riconciliazione, di pace, di perdono, di solidarietà.

Questa è il motivo della gioia alla quale siamo chiamati. Non continuiamo a vedere il nostro mondo con gli occhi della rassegnazione. Il Signore viene, nasce nel cuore di quelli che lo cercano, nel cuore degli umili che si lasciano interrogare dalla sua parola. Meditiamo la sua Parola come Giovanni, come Maria e il Signore guiderà i nostri passi nelle vie della pace e affretterà la venuta del regno di Dio.

Intenzioni di preghiera

1) Ti preghiamo, o Signore, perché accogliendo la predicazione di Giovanni Battista, in questo tempo di Avvento, sappiamo camminare nella via della conversione.

2) Ti preghiamo, o Signore, per Papa Francesco, per il nostro vescovo Crescenzio e per la Chiesa, perché possa vivere la sua missione di preparare la via a te che vieni, con una profezia umile e forte che risuoni nel deserto di questo mondo. Accompagna con il tuo Spirito il vescovo Matteo mentre comincia il suo cammino pastorale nella Diocesi di Bologna.

3) Ti preghiamo, o Signore, per la nostra comunità, perché sia ricolma della gioia che nasce dalla comunione con Te e la testimoni in una vita grata e serena, annunciando, in questo tempo di misericordia, la salvezza ai poveri secondo la tua volontà.

4) Signore, tu che porti un lieto annuncio, fa’ che la tua venuta in mezzo agli uomini inauguri un tempo nuovo di riconciliazione e di pace, particolarmente per chi soffre, per chi ha il cuore spezzato, per chi vive in guerra. Ricordati di chi è ancora prigioniero in Siria.

5) Ti preghiamo, Signore, per chi cerca consolazione per la propria sofferenza e per tutti i malati.