parrocchia
san Gennaro all'Olmo - Napoli

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la Bibbia
Vangelo festivo

Predicazione del 29/11/15

1ª domenica di Avvento /C
 
 

Letture: Geremia 33,14-16; Salmo 24; 1Tessalonicesis 3,12 - 4,2; Luca 21,25-28.34-36.

 

Dal Vangelo di Luca capitolo 21, versetti 25-28.34-36

25Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, 26mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. 27Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. 28Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

34State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; 35come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.

36Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».


IL TEMPO DI AVVENTO CI CHIAMA ALLA MISERICORDIA

Cristo_Giudizio
«State attenti a voi stessi ...
Vegliate in ogni momento pregando».

Un tempo nuovo per cambiare le nostre abitudini

Inizia oggi il tempo dell’Avvento, alla vigilia del Giubileo della Misericordia, voluto da papa Francesco, che inizierà il prossimo 8 dicembre. Questo tempo nuovo viene a dirci che noi non siamo condannati ad essere sempre gli stessi, prigionieri delle nostre abitudini. La nostra vita può cambiare e anche questo mondo può cambiare, può essere migliore.

Il Giubileo viene a richiamarci allo spirito del Concilio, concluso cinquant’anni fa, l’8 dicembre 1965. Lo spirito del Concilio che chiama a guardare il mondo ferito da tante spine come fece il buon samaritano della parabola, che si fermò accanto a quell’uomo ferito e se ne prese cura.

Un tempo per abbracciare la misericordia

Il tempo di Avvento è un tempo di attesa della venuta del Signore che torna a rinascere. Noi possiamo operare perché la grotta di Betlemme sia meno buia e la mangiatoria meno maleodorante. Per questo lasciamoci abbracciare dalla misericordia di Dio ed essere misericordiosi con gli altri come il Padre lo è con noi. Entriamo in questa stagione della misericordia attraverso la porta del Giubileo, un dono che è fatto alla nostra vita.

Il Vangelo ascoltato riporta un brano del discorso sulla fine dei tempi, pronunciato da Gesù nel Tempio di Gerusalemme. Si riferisce anzitutto alla fine della storia, ma ci aiuta a leggere anche i nostri giorni, nei quali appaiono segni e sconvolgimenti, come anche l’angoscia di popoli in ansia.

Tanti popoli vivono nell’angoscia

Pensiamo all’angoscia delle persone negli attentati di Parigi e di altri paesi, all’angoscia degli abitanti delle tante terre segnate dalla guerra e dai conflitti, a quelli che vivono in estrema povertà come le baraccopoli della capitale del Kenya visitate da papa Francesco, dove manca tutto: bagni, fognature, luce, strade, ma anche scuole, ospedali, acqua potabile.

Pensiamo all’angoscia dei tanti costretti ad emigrare lontani dalla loro terra senza trovare chi li accolga e li aiuti; pensiamo anche all’angoscia di tanti anziani lasciati soli nell’abbandono: da tanti angoli della terra si sente il grido di dolore di questo popolo numeroso di anziani. Dobbiamo leggere questi segni dei tempi. C’è sempre una storia da capire. Guardiamo, leggiamo la vita, ascoltiamo.

Gesù conta su di noi

Gesù pronuncia queste parole del vangelo non per rattristarci e lasciarci prendere dalla rassegnazione. “Alzatevi e levate il capo”. Egli spera su di noi, vuole cambiare il nostro cuore e non lasciare che le forze del male operino indisturbate seminando violenze e ingiustizie. Egli conta su di noi. Egli vuole la fine di questo mondo per poterne instaurare un altro. Questo è il Vangelo dell’Avvento.

Il Vangelo dell’Avvento torna in questo tempo difficile e ci chiama a sciogliere il cuore indurito, ad aprire la mente e non pensare solo al proprio benessere, aprire l’udito non ascoltando solo le proprie ragioni, aprire gli occhi e vedere anche oltre il proprio orizzonte. Gesù ci avverte: “State attenti. Non lasciatevi intontire da dissipazioni, non abbiate troppe preoccupazioni materiali, altrimenti diventerete pigri. Voi, invece, state svegli e pregate senza stancarvi”.

Avvento: tempo di ascolto, riflessione, preghiera

Viviamo queste settimane di Avvento come giorni di ascolto e di riflessione, giorni di preghiera e di amore. Non ripetiamo le abitudini di sempre, non inseguiamo i nostri soliti pensieri. L’Avvento è un tempo nuovo donatoci dal Signore per rinnovare il nostro cuore, un tempo di speranza. Tutti possiamo lavorare per affermare la misericordia, possiamo pregare e lavorare per la pace, pregare per l’abolizione della pena di morte ancora presente in tanti paesi.

In questi giorni è venuto in Italia Joaquin Martinez, condannato anni fa alla pena di morte innocentemente. La sua innocenza è stata provata ed egli ha saputo perdonare e vivere senza odio in un mondo in cui è facile alzare muri e pensare che il perdono sia inutile.

Con la misericordia imitiamo Dio

La pena di morte colpisce troppe volte innocenti che non possono tutelarsi. Joaquin è riuscito a difendersi. Il suo amico Frank non ha avuto gli strumenti per salvarsi e solo dopo la sua morte è stato provato che era innocente.

Con la misericordia siamo chiamati ad imitare Dio, a fare come Dio. La misericordia ci fa entrare in contatto con gli altri con benevolenza, tenerezza, umanità, indulgenza. Cerchiamo nell’altro il bello, quello che unisce, che può far del bene e non quello che divide. Su questa via incontreremo il Signore, che ci farà "crescere e abbondare nell’amore vicendevole e verso tutti" (1Ts 3,12).

Intenzioni di preghiera

1) Signore, che non hai rinunciato a sperare sul mondo, sulla vita degli uomini e delle donne, aiutaci ad accogliere il Vangelo dell’Avvento, ad alzare lo sguardo da noi stessi per volgerlo a Te che vieni e che sei vera speranza di rinnovamento.

2) O Signore, a te affidiamo Papa Francesco e le nazioni in Africa che sta visitando. Dona loro sicurezza e pace perché possano guardare al futuro con speranza. Aiutaci tutti a raccogliere la domanda di pace che sale dalle terre africane e a moltiplicare il lavoro per il dialogo e la coabitazione tra etnie e religioni diverse. Ti preghiamo per il nostro vescovo Crescenzio.

3) Mentre ci apprestiamo a celebrare la giornata “Città per la vita” per l’abolizione della pena di morte, ti preghiamo, o Signore: sii vicino a chi è condannato a morte e non ha il conforto di nessuno. Sostieni e accompagna il lavoro di chi è impegnato per l’abolizione della pena di morte.

4) Ti preghiamo, o Signore, per i poveri, per gli anziani, per i malati, particolarmente per coloro che non ricevono aiuto, cure e consolazione nella loro debolezza. Dona a tutti guarigione e salvezza.

5) O Signore, ti invochiamo per Aleppo e per la Siria: perché cessi la guerra e i cuori siano riconquistati alle ragioni della pace. Proteggi i cristiani dove sono in pericolo, veglia sulla vita di chi è ancora sequestrato come i vescovi Mar Gregorios Hibraim e Paul Yazigi, Padre Paolo Dall’Oglio e tutti i prigionieri.