parrocchia
san Gennaro all'Olmo - Napoli
la Bibbia
Vangelo festivo
Predicazione del 14/07/02
Domenica 15ª del tempo Ordinario - anno A
 
Letture: Isaia 55, 10-11; Salmo 64; Romani 8, 18-23; Matteo 13, 1-23.

Egli parlò loro di molte cose in parabole

dal Vangelo di Matteo, capitolo 13 versetti 1-23.

1Quel giorno Gesù uscì di casa e si sedette in riva al mare. 2Si cominciò a raccogliere attorno a lui tanta folla che dovette salire su una barca e là porsi a sedere, mentre tutta la folla rimaneva sulla spiaggia.3Egli parlò loro di molte cose in parabole.

E disse: "Ecco, il seminatore uscì a seminare. 4E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono. 5Un`altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c`era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo. 6Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò. 7Un`altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono. 8Un`altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta. 9Chi ha orecchi intenda".

10Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: "Perché parli loro in parabole?".

11Egli rispose: "Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. 12Così a chi ha sarà dato e sarà nell`abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. 13Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono. 14E così si adempie per loro la profezia di Isaia che dice:

Voi udrete, ma non comprenderete, guarderete, ma non vedrete. 15 Perché il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gli orecchi e non intendere con il cuore e convertirsi, e io li risani.
16Ma beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono. 17In verità vi dico: molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l`udirono!

18Voi dunque intendete la parabola del seminatore: 19tutte le volte che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. 20Quello che è stato seminato nel terreno sassoso è l`uomo che ascolta la parola e subito l`accoglie con gioia, 21ma non ha radice in sé ed è incostante, sicché appena giunge una tribolazione o persecuzione a causa della parola, egli ne resta scandalizzato. 22Quello seminato tra le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l`inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non dá frutto. 23Quello seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende; questi dá frutto e produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta".

IL SIGNORE NON E' UN SEMINATORE SBADATO,
MA COLUI CHE SPERA SU CIASCUN UOMO

Una Parola che irriga e feconda

Anche oggi il Signore ci fa giungere la sua parola che il profeta Isaia paragona alla pioggia e alla neve che scendono dal cielo per irrigare la terra, fecondarla e farla germogliare perché dia il seme e poi il pane che nutre.

Gesù ci manifesta l'azione di Dio verso di noi attraverso una parabola, il racconto di un seminatore che sembra un po' sbadato e sciupone; in realtà il Signore viene a visitare ogni uomo e ogni donna, vuole dissetare la nostra vita e ricolmarci dei suoi beni.

Egli continua a parlare agli uomini in tanti modi, soprattutto con la sua Parola che ci viene data abbondantemente; e la liturgia della domenica è il momento in cui assieme veniamo nutriti da questa parola.

Gli uomini di oggi hanno bisogno di incontrare parole vere per la loro vita, come quelle del Vangelo: parole semplici che parlano al cuore di ciascuno.

Gesù ha tante cose da dirci

Se noi ci mettiamo in ascolto, Gesù ha tante cose da dirci, come quel giorno sulla riva del mare, quando tante persone si avvicinarono a lui per ascoltarlo. Era tanta la gente - ci dice Matteo nel vangelo di oggi - che Gesù dovette salire su una barca per poter essere ascoltato e visto da tutti.

La barca simboleggia la comunità, ogni piccola comunità e tutta la Chiesa, da dove il Signore continua a far risuonare anche oggi il suo Vangelo. Una comunità cristiana è tale quando permette al Signore di raggiungere gli uomini di oggi, quando rende visibile il Signore che parla agli uomini.

Spesso Gesù nel parlare usa le parabole, racconti con immagini semplici che tutti, anche l'uomo comune, possono comprendere.

Un seminatore sciupone e sbadato o generoso?

Nel racconto di oggi egli si paragona a un seminatore: egli viene a seminare nei cuori degli uomini la Parola del Padre suo. E questa parola fa vivere, orienta, guida la nostra vita.

Gesù è come un seminatore che semina dappertutto, anche su terreni che sono più una strada o un ammasso di pietre che una terra arata e disponibile. Egli spera che il suo seme attecchisca dappertutto. E con questa immagine del seminatore vuole manifestarci l'amore senza limiti del Padre suo, il desiderio di abbracciare tutti gli uomini, senza escludere nessuno.

Per ogni uomo ed ogni donna c'è la possibilità di portare frutto abbondante.
E questo amore che viene a noi ci raggiunge nelle varie situazioni in cui ciascuno si trova a vivere: in periodi in cui il nostro cuore è indurito dai fatti della vita, o è impraticabile come un terreno sassoso o è preso da mille preoccupazioni che non fanno accogliere e germogliare quanto ci è stato dato.

Il nostro Dio è paziente e misericordioso

La parabola del seminatore ci dice che il Signore è un Dio che ama e che si mette in gioco con tutti, aspettando la risposta libera dell'uomo. Egli è un Dio paziente e misericordioso - come ci ricorda il salmo 145. Possiamo lasciarci strappare questo seme di vita che è la Parola di Dio, o accoglierlo solo superficialmente oppure soffocarlo con le tante preoccupazioni e difficoltà che spesso finiscono col prevalere su ogni cosa.

Il Signore semina la sua Parola perché spera di incontrarci con un cuore disponibile che sa ascoltare e comprendere, così che Egli possa operare in noi, trasformare le nostre vite e renderle feconde.

La parabola del seminatore ci pone di fronte a questo amore largo che bussa al cuore dell'uomo e chiede di poter germogliare in frutti di vita per noi stessi e per questo mondo.

Il mondo ha sete della parola di Dio

Il mondo ha sete della parola di Dio, ne ha bisogno, come una terra arida, senza acqua ha bisogno di essere irrigata.

L'apostolo Paolo dice che "tutta la creazione geme e soffre … attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio" (Romani 8, 19 e 22). Noi, i credenti, i discepoli del Signore, non viviamo ordinariamente questo tempo. Nutriamoci abbondantemente della Parola del Vangelo, lasciamo che germini in noi e porti frutto.

Rendiamo visibile la comunità del Signore, come la barca da cui il Signore può continuare a parlare alle folle di oggi. Essere una barca che sa accogliere, che sa far risuonare la Parola del Signore, senza perderci nel chiacchiericcio delle banalità quotidiane, "sempre pronti - come dice l'apostolo Pietro - a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi" (1ª Pietro 3,15)