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"Io
sono la via, la verità e la vita"
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dal
Vangelo di Giovanni, capitolo 14 versetti 1-12
1«Non
sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate
fede anche in me. 2Nella casa del Padre mio vi sono molti
posti. Se no, ve l`avrei detto. Io vado a prepararvi un
posto; 3quando sarò andato e vi avrò preparato
un posto, ritornerò e vi prenderò con me,
perché siate anche voi dove sono io. 4E del luogo
dove io vado, voi conoscete la via».
5Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai
e come possiamo conoscere la via?».
6Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità
e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
7Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora
lo conoscete e lo avete veduto». 8Gli
disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
9Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con
voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me
ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? 10Non
credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?
Le
parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che
è con me compie le sue opere. 11Credetemi: io sono
nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo
per le opere stesse.
12In verità, in verità vi dico: anche chi
crede in me, compirà le opere che io compio e ne
farà di più grandi, perché io vado
al Padre.
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LA
FIDUCIA DEI DISCEPOLI NEL SIGNORE
E' LA LORO FORZA
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Camminare
in questo mondo con la fiducia nel Signore
"Non sia turbato il vostro cuore" - dice
Gesù ai discepoli nelle ore che precedono la passione
- "abbiate fede in Dio e anche in me".
E più volte, mostrandosi loro dopo la resurrezione,
ripete: "Non abbiate paura".
Come si fa a vivere senza aver paura, in un mondo con tanti
problemi, con guerre come quella infinita tra israeliani
e palestinesi, che miete ogni giorno vittime? Da troppo
tempo alcuni popoli vivono il tempo dell'odio e non credono
più alla possibilità di una pace. Forse anche
nel cuore di quel giovane tedesco che ha ucciso 18 persone
in una scuola di Erfurt, si era accumulato tanto odio.
La preghiera e il Vangelo, forza dei cristiani
In questo mondo il Signore ci chiama a vivere, a camminare.
E i discepoli suoi hanno una via da percorrere senza smarrirsi
andando a destra o a sinistra. "Io sono la via,
la verità e la vita" ripete anche a noi
oggi il Signore Gesù. Vivere seguendo lui, camminando
secondo le sue parole.
Davanti al dolore, alla sofferenza, i discepoli che vivono
assieme al Signore ricevono una forza che non li fa allontanare
dal dolore degli altri, non fa loro dimenticare le lacrime
e il dolore di tanti; anzi li rende vicini ed alleati con
i mondi dei poveri.
Davanti al bisogno di tanti, i discepoli hanno imparato
a comprendere che la loro forza viene dalla preghiera e
dall'ascolto della Parola.
Davanti alle domande di aiuto che crescono ogni giorno nella
prima comunità di Gerusalemme, i dodici - ci racconta
il libro degli Atti - cercano altri che possano aiutare,
senza distogliersi dalla preghiera e dall'annuncio della
Parola di Dio.
Questa è una indicazione per i discepoli del Signore
di ogni tempo, perché le tante necessità di
fronte a cui si trovano, non li distolga dalla preghiera
e dal comunicare con gioia il Vangelo a quelli che ancora
non lo conoscono.
Conoscere il Signore, nel rapporto personale con lui
Vivere con Gesù, crescere nel rapporto personale
con lui è il segreto di ogni discepolo suo. "Io
sono nel Padre e il Padre è in me" dice
Gesù ai discepoli: egli desidera che impariamo a
vivere con lui la stessa comunione che egli vive col Padre.
La comunione di Gesù col Padre è il segreto
che egli ci svela, il segreto della sua forza durante le
ore della passione, il segreto della sua fiducia. E anche
la resurrezione dai morti viene dal suo rapporto col Padre
che non lo lascia nel buio della tomba.
Lasciamoci attrarre dal Signore in questa costruzione di
una umanità nuova che cresce nel mondo e lo aiuta
a diventare più umano. A noi sentiamo rivolte le
parole dell'apostolo Pietro: "Stringendovi a Cristo,
pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa
davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive
per la costruzione di un edificio spirituale
".
La presenza dei cristiani nel mondo
Diventiamo ogni giorno più disponibili all'opera
del Signore, perché la comunità dei discepoli
suoi cresca, si rafforzi, sia un segno di vita e di speranza,
una via che tanti possono imboccare. A questo edificio spirituale
tanti potranno guardare e venire, trovare riparo, comprensione,
aiuto.
Il radicamento sempre più profondo della comunità
dei discepoli col loro Signore porta frutti di salvezza
per questo mondo. Gesù ci dice: "anche chi
crede in me, compirà le opere che io compio e ne
farà di più grandi, perché io vado
al Padre". Non si tratta di diventare più
bravi, più capaci o più esperti. L'apostolo
Paolo ci aiuta a comprendere queste parole quando ci dice
di se stesso: "non sono più io che vivo,
ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo
nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato
se stesso per me" (Galati 2, 20).
Camminiamo con fiducia secondo le parole del Signore perché
- come dice il salmo - "l'occhio del Signore veglia
su chi lo teme, su chi spera nella sua grazia"
(salmo 32, 18).
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