Vi
vogliamo raccontare di una piacevolissima giornata trascorsa assieme
e se possibile comunicarvi le emozioni, la gioia e la spensieratezza
che ci hanno accomunati. |
Lo
scorso 13 giugno ci siamo riuniti per un pellegrinaggio al Santuario
della Madonna di Pompei e alla Basilica di S. Alfonso di Pagani
(SA). Eravamo in 54, per lo più anziani dai 60 anni in su
con qualcuno più giovane che ci ha accompagnato, assieme
al nostro Parroco.
L'anima
di questo pellegrinaggio siamo stati noi anziani del gruppo di Simeone
e Anna. Siamo stati noi (una ventina) che abbiamo voluto riunirci
a pregare in questi luoghi e abbiamo voluto invitare i nostri amici
anziani per lo più del nostro quartiere: il centro storico
di Napoli.
|
|
Infatti
abbiamo pensato che, a partire dai nostri desideri di trascorrere
una giornata assieme e di pregare in questi luoghi Santi, avremmo
potuto farci conoscere meglio dagli altri e comunicare loro il modo
con cui il Signore ci ha fatti diventare amici, con la speranza di
contagiare qualcun altro ed allargare questa nostra famiglia. |
Nei
giorni precedenti ci siamo preparati spiritualmente a vivere questa
giornata. Abbiamo cercato di ricomprendere il vero significato della
parola "pellegrinaggio" ricordandoci dei primi pellegrini
che si mettevano in viaggio per visitare i luoghi dove è
vissuto Gesù o quelli in cui il Signore ha fatto sentire
la sua presenza attraverso l'opera di coloro che si sono messi in
ascolto della Sua Parola.
|
|
Ed
è stato così che abbiamo scoperto come il Santuario
di Pompei è divenuto meta di innumerevoli visite in ogni periodo
dell'anno. Infatti questo è uno di quei tanti luoghi in cui
lo Spirito del Signore si è fatto presente attraverso la vita
di un uomo, Bartolo Longo. Bartolo era un avvocato vissuto tra il
1841 e il 1926 originario della Puglia e recatosi a Pompei per amministrare
le terre di una contessa che poi sarebbe diventata sua moglie. |
|
La
straordinarietà di quest'uomo ordinario è stata quella
di commuoversi davanti alla povertà e all'ignoranza dei contadini
della Valle. Quello che lo colpì maggiormente fu la totale
assenza di una vita religiosa che non fosse superstizione. Si diede
così da fare per far conoscere loro il Signore e tirarli
fuori dalla schiavitù dell'ignoranza. Per questo fece erigere
una chiesa dedicata alla Beata Vergine del Rosario, dove si potessero
raccogliere e istituì dei corsi serali per i contadini della
Valle.
Ci è sembrato incredibile come la compassione di quest'uomo
qualunque, che si è lasciato guidare dai sentimenti del Signore,
abbia fatto diventare questo luogo così venerato a distanza
di quasi cento anni.
|
Ma
veniamo al racconto di questa bella giornata.
Siamo partiti da Napoli alle 9 del mattino e ci siamo recati a Pompei
che dista circa 25 Km.
Abbiamo visitato il Santuario e alle ore 11 abbiamo celebrato la Santa
Liturgia in una cappellina dedicata appunto alla Beata Vergine del
Rosario. |
|
Questo
è stato il momento più emozionante della giornata
perché ognuno di noi ha sentito di essere entrato in contatto
intimo col Signore attraverso la sua Parola, in compagnia di Maria
sua madre. La Liturgia è stata semplice ed allo stesso tempo
familiare, accompagnata da canti semplici e conosciuti da tutti.
|
|
Avvicinandosi
l'ora di pranzo ci siamo recati a Pagani dove nel pomeriggio avremmo
poi visitato la Basilica di S. Alfonso Maria dei Liguori.
In un accogliente ristorantino che ci è stato riservato per
l'occasione ci siamo ritrovati per pranzare ma soprattutto per continuare
a gustare quell'atmosfera intima e familiare che ci ha accompagnato
per tutta la giornata. Occupavamo tavoli da 6 dove ognuno aveva un
suo posto segnalato col proprio nome e cognome e sedeva, in modo che
nessuno si sentisse a disagio, accanto agli amici che aveva invitato
per l'occasione.
Ogni tavolo era un piccolo focolare per ritrovarsi allegramente o
anche per conoscersi meglio. Insomma la gioia di ritrovarsi in maniera
così familiare ci ha fatto sembrare anche più succulento
di quel che era l'ottimo cibo che ci è stato servito. |
|
Il
tempo è volato e prima di recarci alla Basilica di Pagani
abbiamo voluto fare una bella foto di gruppo in modo da immortalate
i sorrisi che ognuno di noi aveva stampati sul volto.
|
A
Pagani abbiamo pregato sulla tomba di S. Alfonso Maria dei Liguori.
Abbiamo conosciuto qualcosa della sua vita ed abbiamo compreso meglio
come in ogni tempo la Parola del Signore suscita sentimenti d'amore
e di misericordia in quelli che l'accolgono. |
 |
Alfonso
è vissuto tra la fine del 1600 e la fine del 1700 (1696-1787).
A soli 16 anni diviene avvocato di grande successo, avendo una grande
disciplina morale che può far riflettere oggi tutti quelli
che esercitano la professione forense: "non bisogna accettare
mai cause ingiuste
; non si deve difendere una causa con mezzi
illeciti
; non si deve aggravare il cliente di spese indoverose
un avvocato che perde una causa per sua negligenza, si carica dell'obbligazione
di rifar tutti i danni al suo cliente
".
Dopo una clamorosa sconfitta Alfonso abbandona la sua professione
per dedicarsi completamente al servizio del Signore. La sua spiritualità
cresce servendo i malati negli ospedali. Diventa sacerdote a 30
anni. La sua attività sacerdotale si svolge tra gli abitanti
dei quartieri più poveri di Napoli.
|
|
Per
portare la Parola di Dio a coloro che lavoravano tutto il giorno per
poter sopravvivere, e anche ai cosiddetti "Lazzaroni", persone
che vivevano tra ozio e crimine, comincia a radunarsi con loro la
sera tardi nelle piazze e negli angoli delle strade. Successivamente
il cardinale di Napoli, Pignatelli, gli permette di usare delle cappelle
sparse per la città, successivamente chiamate "cappelle
serotine". Visse gli ultimi giorni della sua vita tra i pastori
e i contadini delle campagne di Pagani dove appunto morì. Abbiamo
compreso che Alfonso ha cercato di rispondere alle situazioni di abbandono
di tanti, facendo come il Signore che provava compassione davanti
alle folle stanche e sfinite, come pecore senza pastore. |
È
stata questa l'ultima tappa del nostro pellegrinaggio che ci fatti
ritornare alle nostre case più ricchi nei sentimenti, più
sereni di fronte alle tante preoccupazioni quotidiane che la vita
non smette di recare e, perché no, anche più uniti
fra di noi.
Il nostro stare insieme diviene ogni giorno più bello ed
importante perché il Signore ci sta facendo comprendere che
è possibile cominciare a vivere nel suo Regno di gioia e
di pace già su questa terra.
|
|